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Quel pane conzato

Calabria

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«Dopo, dopo» disse sbrigativa Franca. «Hai pititto?». «Beh, sì». «Vuoi mangiarti tanticchia di pane di frumento? L’ho sfornato manco un’ora fa. Te lo conzo?». Senza aspettare la risposta, tagliò due fette da una scanata, le condì con olio d’oliva, sale, pepe nero e pecorino, le sovrappose, gliele diede. Montalbano niscì fora, s’assittò su una pancaallato della porta ealprimo boccone si sentì ringiovanire di quarant’anni, tornò picciriddro, era il pane come glielo conzava sua nonna». 

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