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La Corte d’appello di Catanzaro ha confermato quattro condanne inflitte in primo grado ad altrettanti presunti componenti di una banda dedita al cosiddetto «cavallo di ritorno», coinvolti nell’operazione antiestorsione nome in codice «Pit bull», eseguita dai carabinieri di Rende (Cs) due anni fa.
I giudici (presidente Chiaravalloti, Garofano, Garcea), accogliendo la richiesta del sostituto procuratore generale Grisolia, hanno lasciato immutata la sentenza emessa il primo febbraio del 2008 a carico di Antonio Bevilacqua, 20 anni, condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione e 400 euro di multa; e poi Stefano ed Armando Bevilacqua, 24 e 22 anni, e Patrizio Berlingieri, 24 anni, condannati a 2 anni di reclusione e 300 euro di multa ciascuno (gli avvocati impegnati erano Cribri, Malvaso, Trombino).
Con l’operazione «Pit bull» gli investigatori catturarono cinque persone, tra le quali un minore, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al furto di auto, ricettazione ed estorsione.
Secondo quanto emerse dai risultati delle indagini, le auto rubate venivano nascoste in alcuni punti dell’hinterland e restituite ai proprietari solo dietro pagamento d’un riscatto che partiva dai 200 euro, ma poteva raggiungere, a seconda del tipo di veicolo, anche i 1.500 euro. Le auto non riscattate venivano smontate e rivendute a pezzi di ricambio.

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