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ROMA (ITALPRESS) – “Stimo moltissimo Fabregas, è molto bravo ma c’è stato solo un contatto preliminare e non siamo mai andati oltre. Abbiamo scelto Chivu perché rappresentava il profilo che cercavamo, era il modello di riferimento dell’Inter di queste stagioni”. Lo ha detto il presidente dell’Inter, Giuseppe Marotta, ospite di ‘Radio Anch’io Sport’ su Rai Radio 1 il giorno dopo la conquista del 21esimo scudetto della storia nerazzurra. “La Champions è un obiettivo che tutti vorrebbero vincere, è un traguardo che mi manca e che vorrei raggiungere, cercheremo l’anno prossimo di migliorare le performance in questa competizione”, ha aggiunto il numero uno del club meneghino.

“Mai avuto dubbi, non è nella mia cultura utilizzare lo strumento dell’esonero. Agli allenatori vengono spesso attribuite colpe che non hanno, l’inizio che è inciso con qualche sconfitta non ha coinciso con prestazioni negative. Bastoni? Ha avuto degli episodi sfortunati ed è un grande campione, non nascondo che ci sia un interessamento, benché superficiale e concreto, del Barcellona. Ma un giocatore va via quando esprime questo desiderio, al momento è un nostro giocatore, vuole restare e siamo felici che sia con noi”, ha sottolineato il numero 1 nerazzurro il giorno dopo la conquista del 21esimo scudetto.

Sulla Coppa Italia: “Vogliamo onorare nel migliore dei modi la competizione, sarebbe bello soprattutto per Chivu vincere questo trofeo e avere il diritto di indossare questa stellina che indica le dieci vittorie”

“Dobbiamo eliminare quell’aspetto di litigiosità all’interno del nostro mondo che poco ha a che fare con i valori di un gioco che ha aspetti sociali. Siamo in un momento di involuzione partito dal 2006, dopo la vittoria del Mondiale, perché la base del recrutamento è cambiata, ci sono altre attività che attraggono i nostri giovani – ha concluso il numero uno del club nerazzurro – I veri campioni sono sbocciati nei ceti medio-bassi, oggi purtroppo giocare a calcio significa una retta mensile di qualche decina di euro che non tutte le famiglie riescono a permettersi. Lo sport deve essere di tutti e gratuito, bisogna iniziare a giocare a calcio nelle scuole”.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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