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Roma, 11 mag. (askanews) – Un’ora di faccia a faccia a Palazzo Chigi, dopo il “terremoto” del fine settimana al Ministero della Cultura. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato oggi il ministro della Cultura Alessandro Giuli, su richiesta di quest’ultimo.

Ieri era arrivata la notizia della decisione del ministro di sollevare dai rispettivi incarichi il responsabile della segreteria tecnica Emanuele Merlino (ritenuto vicino al sottosegretario Giovanbattista Fazzolari) e la capa della sua segreteria personale Elena Proietti.

Giuli, hanno spiegato fonti di Palazzo Chigi, ha chiesto l’incontro con la premier “al fine di confermare e ribadire la piena sintonia all’interno dell’azione di governo”. Da parte della presidente del Consiglio – hanno assicurato le stesse fonti – “è stata ribadita la piena volontà di sostenere l’azione di un ministero centrale per l’Italia. È emersa, anche sul piano formale, la solidità di un rapporto cordiale e proficuo tra il capo del governo e il ministro Giuli, relegando le polemiche emerse nelle ultime settimane alla normale dialettica politica, in un contesto reso particolarmente complesso dall’attuale scenario internazionale”.

La presidenza del Consiglio ha anche voluto precisare che “negli ultimi giorni si sono susseguite voci e ricostruzioni giornalistiche volte a mettere in discussione la credibilità dell’operato dell’esecutivo, facendo leva su presunte divergenze di opinione tra il ministro Giuli, la presidente del Consiglio e altri esponenti del Governo”, ricostruzioni “prive di fondamento”. Il riferimento è, tra l’altro, alla presunta ‘lite’ tra il titolare della Cultura e il vice premier Matteo Salvini, anche uno scambio di frecciate tra i due nella chat del Consiglio dei ministri.

L’incontro tra Meloni e Giuli è arrivato al termine di ore di polemiche, con le opposizioni all’attacco e Fdi che tentava di smontare il caso. “Non c’è nessuna crisi di governo legata a questo vi assicuro”, ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida a margine dell’inaugurazione di TuttoFood. “Oggi registro che il tema diventa che due dipendenti del ministero vengono rimossi. Non mi sembra una cosa così enorme”, la posizione del capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami.

Di tutt’altro avviso il centrosinistra. “Chi ricorda la strafottenza con cui Giuli iniziò il suo mandato ministeriale non rimarrà certo sorpreso vedendo la fine ingloriosa che il ministero sta facendo”, accusa il leader di Iv Matteo Renzi.
“Alessandro Giuli caccia il suo staff e al ministero della Cultura esplode l’ennesima faida interna di un governo che non governa più nulla. Da mesi assistiamo soltanto a regolamenti di conti, guerre di potere, epurazioni e scontri continui dentro la maggioranza”, afferma il capogruppo M5S al Senato Luca Pirondini. Per Francesco Verducci (Pd) Giuli “certifica con un anno di anticipo che il governo Meloni è di fatto finito. Non fanno politica, fanno occupazione di poltrone sulle spalle dei bisogni del Paese”.

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