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MILANO (ITALPRESS) – Si chiude a Milano il caso arbitri, in attesa ora delle decisioni di Monza e della giustizia sportiva. La Procura della Repubblica di Milano, in una nota firmata dal procuratore Marcello Viola, fa sapere che in merito all’inchiesta che ha coinvolto esponenti del mondo arbitrale, a partire dall’ormai ex designatore Gianluca Rocchi, ha chiesto al Gip “l’archiviazione del procedimento iscritto”. Per quanto riguarda gli episodi avvenuti in sala Var (le famose “bussate”), essendo localizzata a Lissone, gli atti relativi sono stati trasmessi alla Procura di Monza. Inoltre è stata trasmessa copia degli atti sia alla procura Figc sia alla procura generale dello Sport del Coni. Disposta, infine, l’archiviazione del procedimento nei confronti dell’Inter. 

Sulla base del materiale probatorio acquisito, la Procura di Milano ha optato per la richiesta di archiviazione perchè “non ravvisa un sistema strutturato volto a interferire sulle nomine. Distingue tra la frode sportiva penalmente rilevante, che presuppone condotte fraudolente, astrattamente idonee e volte ad incidere sulla regolarità della singola gara, dalle condotte di interferenza oggettivamente prive di tali caratteristiche”. Il decreto di archiviazione nei confronti dell’Inter, che era stata tirata in ballo nel procedimento, “è diretta conseguenza dell’esclusione del reato presupposto”.

La trasmissione degli atti alla procura federale è invece volta “a consentire ai competenti organi la valutazione dei fatti di possibile interesse nel quadro dell’ordinamento sportivo”.

IL LEGALE DI ROCCHI “ERANO CONTESTAZIONI INFONDATE”

“E’ andata bene, Rocchi aveva chiarito tutto nell’interrogatorio e dunque l’esito non poteva che essere questo”. Così Antonio D’Avirro, legale dell’ex designatore, commenta all’Agenzia Italpress la richiesta d’archiviazione da parte della Procura di Milano in merito all’inchiesta sul mondo arbitrale. “Rocchi aveva risposto puntualmente a tutte le contestazioni, tutti i rilievi della procura, a dimostrazione di come si sia sempre comportato in maniera corretta – ha aggiunto D’Avirro – Le designazioni sono sempre state autonome, indipendenti, non ha mai subito condizionamenti da nessuno. Dopo l’interrogatorio avevo avuto un’impressione favorevole sul fatto che la procura si sarebbe resa conto che le contestazioni erano infondate e che si sarebbe andati verso l’archiviazione, poi la speranza è diventata certezza”.

Resta il fatto che l’ex designatore “ha subito un bombardamento mediatico con delle conseguenze pregiudizievoli per non aver fatto niente ma per fortuna nel giro di due mesi siamo riusciti a risolvere questa situazione”. Ancora aperto il fronte della Procura di Monza in merito agli episodi nella sala Var “ma non vedo come si possa ipotizzare una frode sportiva nei confronti di chi interveniva per correggere un errore”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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