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di ANTONINO DE MASI
Scrivo con grande sofferenza alla Banca d’Italia e al Direttorio di Banca d’Italia, perché sto scrivendo a quella che dovrebbe essere una delle principali istituzioni del mio Paese, dovrebbe rappresentare la “sacralità” delle istituzioni e non c’è giorno che non fa vedere invece la sua reale faccia. Vorrei essere il Principe De Curtis (Totò) quando mi rivolgo al direttorio per fargli capire a quale livello di comicità si sono ridotti, vorrei dire quello che penso, ma sicuramente dovrei dire delle verità che dovrebbero come minimo far arrossire tali poco rispettabili e poco nobili signori. Ma andiamo ai fatti; oggi giovedì 8 aprile alle ore 17,18 leggo da una agenzia che la Banca d’Italia ha stoppato le emissioni delle carte di credito di American Express per i reati di riciclaggio e usura. Mamma mia quale solerzia, quale intransigenza, quale capacità di controllo analisi e prevenzione, sembra di essere in un altro paese. Al di là delle battute comiche cerchiamo di analizzare i fatti. Ultimamente la Procura di Trani (Ba) ha indagato su denuncia di un finanziere l’American Express per il reato di usura, in quanto sulle carte di credito se vanno in scopertura viene applicato un tasso oltre l soglia. L’indagine di Trani ha suscitato molto scalpore in quanto ha coinvolto molti illustri personalità e uomini di governo, ma dopo che la Procura ha acquisto la terza denuncia (dico la denuncia nr 3) ha disposto il sequestro sia dei software che delle contabilità, scoprendo a quanto pare che le contabilità e i software erano truccati. Bene, bravi i magistrati che hanno dimostrato di non guardare in faccia nessuno, dopo le tre denunce si è fatta un’indagine molto approfondita. La Procura senza pensarci un attimo ha coinvolto i massimi, dico i massimi, vertici della American Express. A questo punto Banca d’Italia interviene e lancia il comunicato di cui sopra. La Banca centrale dimentica i suoi doveri sanciti dalla Costituzione e dalle leggi che la obbligano a vigilare il mercato creditizio, la obbligano le norme di pubblica utilità che il mercato creditizio rappresenta, la obbliga il rispetto di una parte fondamentale di una società civile, che dovrebbe monitorizzare e mettere sotto stretto controllo di vigilanza il mercato creditizio. Insomma, dopo che i buoi sono scappati, interviene l’autorità, dopo che i reati sono stati commessi l’autorità grida allo scandalo. Le compagnie finanziarie non erano soggette a controllo e verifica della Banca centrale? In ritardo comunque la banca è intervenuta. Ma il reato di usura commesso da American Express è diverso da quelli commessi dalle banche? Sono reati diversi meno gravi? Oppure le banche autrici di tali identici e più gravi reati hanno trattamenti diversi? Perché le illegalità bancarie che hanno causato disastri molti più gravi di quanto avvenuto con le carte di credito, non sono state mai controllate? Perché le banche che hanno messo al lastrico migliaia di famiglie e imprese applicando tassi usurari non hanno lo stesso trattamento? Devo forse essere io a ricordare le illegalità, gravissime, fatte dalle banche, dagli scandali finanziari (Cirio Parmalat eccetera) ai derivati venduti a comuni e imprese, e ai falsi addebiti fatti dalle banche ai clienti per aggiustare i lori bilanci e alimentare le loro attività di corruttela? Insomma Banca d’Italia dove era e dove è, in un contesto in cui 13 imprenditori si sono suicidati per la cattiva banca, dove è Banca d’Italia sui fatti emersi dall’interrogatorio di Fiorani, a Milano, dove è Banca d’Italia, dove personaggi di primo piano legati molto fortemente a Banca d’Italia, sono coinvolti nello scandalo delle finanziarie di San Marino per riciclaggio, truffe e reati fiscali, gravissimi (reati scoperti non dalla banca ma da una trasmissione televisiva, “Report”)? Dove è l’istituzione del mio Paese? Dove è Banca d’Italia nella continua appropriazione da parte delle banche dei soldi dei risparmiatori e clienti che non vengono restituiti a chi ne ha diritto, che ha subito delle illegalità nei contratti, vedendosi applicare condizioni che vanno dall’anatocismo a spese false, e le banche con arroganza dicono che restituiranno a chi farà causa; dove è Banca d’Italia? La risposta purtroppo è molto semplice: la Banca d’Italia che dovrebbe essere una istituzione con compiti delicatissimi e previsti dalla Costituzione, ha dimenticato il proprio dovere e si comporta da società privata, tutelando i suoi azionisti, le banche stesse che sono proprietarie del suo controllore! Sia l’Istituto centrale che le banche in questi anni hanno dimenticato ogni loro obbligo e i propri doveri, hanno pensato e pensano al massimo profitto alle prebende ai benefit fregandosi di tutto ciò. Stranamente voglio ricordare ai molti che lo dimenticano che mai, dico mai, la Banca d’Italia ha chiuso la stalla prima che i buoi scappassero, è sempre “doverosamente” intervenuto dopo, quando la magistratura ha aperto la pentola , e quando ciò non riguarda le banche azioniste, perché in questi casi, come emerge dalle carte processuali, si è sempre intervenuto con “ispezioni morbide” . Da qui nasce la mia rabbia e il mio grido di vergogna, presso non l’istituzione Banca d’Italia, ma per quegli uomini che la hanno ridotta come una tigre di carta a volte anche ridicola. Certo molti altri, istituzioni e non, si girano spesso dall’altra parte, quando si parla di banche, dobbiamo anche dircelo che molta parte della magistratura ha una certa soggezione a occuparsi di banche, ciò è anche comprensibile, in quanto ognuno di noi ha sempre considerato la banca come un elemento al di sopra di ogni cosa, ma la degenerazione e le illegalità commesse in questi anni hanno mutato la strategia delle stesse banche, puntando da un compito e ruolo pubblico a una funzione di massimo profitto, con l’arroganza di essere impuniti. A tale proposito in un verbale redatto dal Nucleo di polizia tributaria di Matera del 27/4/2009 viene affermato che i software delle banche sono manipolati e che i banchieri nei vari procedimenti penali in corso in Italia si difendono che se vi sono responsabilità sono dei computer e dei software. Questa strategia, dice l’informativa della polizia tributaria, porta i tribunali ad assolvere i banchieri per la mancanza di dolo specifico; ma è evidente invece che i software sono programmati apposta per dare i risultati voluti. Insomma, in Italia vi sono sentenze che confermano le illegalità delle banche, i loro comportamenti che hanno portato alla morte economica e a volte fisica delle imprese e degli imprenditori, e tutti si girano dall’altra parte. Quanto sarebbe bello che la legge e le regole fossero uguali per tutti, per i clienti della American Express usurati e per le decine di migliaia di clienti delle banche anch’essi usurati. Quanto sarebbe bello vedere imputati e giudicati i vertici dell’American Express che hanno usurato i possessori di carte di credito e i presidenti delle banche che hanno usurato i clienti. Tutto ciò sarebbe bello, sarebbe vivere in un Paese in cui non vi sono soggetti che di fronte alle leggi siano differenti, in cui tutti siamo nella bilancia della legge, uguali, come afferma la Costituzione. Stranamente provo solidarietà per i vertici della American Express in quanto hanno dimostrato di non avere padrini che li proteggono a differenza dei loro colleghi usurai delle banche.

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