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Sono da giorni in presidio e la temperatura continua a scendere. L’appello, nato su Facebook, chiede di portare loro un po’ di legna. Basta una vecchia cassetta della frutta o dei tronconi della propria riserva. Al Don Uva, i lavoratori in presidio, ne hanno davvero bisogno.

Sul tetto del Don Uva il vento tira forte e finisce che il gelo costringa questi lavoratori, ogni tanto, a ripararsi nell’androne di cemento che sbuca sulle tegole rotte, umide e scivolose. «Abbiamo anche finito la legna, mica possiamo passare?», avevano chiesto dopo l’offerta di solidarietà arrivata, ieri, dall’associazione Alzheimer Basilicata. E allora certo che ci si mobilita, ma ancora non basta. Mentre alcuni lavoratori del Don Uva restano a presidiare la struttura sui tetti, altri mantengono il presidio ai cancelli: il fuoco è rimasto acceso notte e giorno, poi la legna è finita. L’associazione Alzheimer Basilicata ha deciso di coinvolgere anche altri cittadini, chiedendo solidarietà e condividendo la richiesta su Facebook.

All’interno del Don Uva l’associazione collabora proprio per il sostegno alle famiglie dei pazienti. Hanno già raccolto un po’ di legna da mettere a disposizione del presidio. Ma non è sufficiente. Lì, in via Ciccotti, si prospetta una resistenza ancora lunga. Da mesi i dipendenti dell’ospedale sono senza stipendio e in lotta per chiedere l’autonomia della struttura sanitaria potentina, dalla casa madre pugliese, oberata dai debiti e sotto indagine per la gestione del rimborso del servizio sanitario. La sede di Potenza, invece, offre professionalità e conti a posto, con i finanziamenti regionali sempre puntuali, ma spesso finiti nel calderone complessivo. Continuano a chiedere attenzione e una soluzione. Nel frattempo non mollano la postazione. «Chiunque ne ha un po’ a disposizione, porti loro un po’ di legna, ai cancelli della struttura», ripetono dall’associazione. La resistenza sarà lunga e qui il freddo non accenna a diminuire. 

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