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POTENZA – Esiste una disparità di trattamento tra i lavoratori assunti dall’Eni in Val d’Agri e quelli delle aziende dell’indotto, dalle diverse voci della retribuzione alla tipologia di contratto: si tratta di una differenza che, secondo la Cgil e la Fiom, può essere “eliminata sottraendo dalla retribuzione di base alcune voci, come la reperibilità e il premio di produzione, che le aziende dell’indotto non possono garantire a causa dei ribassi per gli appalti, e che può essere invece garantita dall’Eni”.

E’ quanto è emerso dall’indagine “Il lavoro nelle aziende dell’indotto Eni della Val d’Agri: caratteristiche occupazionali, condizioni di lavoro e livelli salariali”, presentato stamani, a Potenza, nel corso di una conferenza stampa, dai segretari cittadino e generale di Potenza, Giuseppe Cillis e Angelo Summa, e dal segretario lucano della Fiom, Emanuele De Nicola.

Il sindacato ha distribuito ai lavoratori delle aziende dell’indotto un questionario anonimo con 33 domande, con un campione di un centinaio di schede restituite ai ricercatori. Sono circa 450 le persone assunte da 80 aziende dell’indotto (si tratta di un calcolo basato sulla media dei lavoratori assunti in base alle esigenze produttive), e poco meno di 300 quelle alle dirette dipendenze dell’Eni.

Le differenze principali riguardano non solo le tipologie contrattuali (con il ricorso a contratti flessibili per gli operai non specializzati e per gli impiegati), ma soprattutto le voci aggiuntive della retribuzione, dai buoni pasto alla reperibilità, fino al premio di produzione: “La base del ragionamento – hanno spiegato i rappresentanti del sindacato – non è solo la differenza secca dello stipendio, che può essere mediamente superiore del 15 per cento per l’Eni, ma un intervento per ristabilire il principio di uguaglianza”. La Cgil e la Fiom hanno anche chiesto un monitoraggio maggiore da parte dei centri per l’impiego, il completamento del contratto di sito e “un’azione più efficace della prossima giunta regionale per la creazione di un distretto energetico e per un migliore piano industriale”. (ANSA)

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