Alcuni cani randagi
1 minuto per la letturaCATANZARO – La morte di Simona Cavallaro, la ventenne aggredita da un branco di cani a Satriano, in provincia di Catanzaro, avrebbe scatenato una reazione contro i cani presenti in tutta la provincia. Fino a provocare l’avvelenamento di oltre cento animali. La denuncia è dell’Associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa).
«Sono più di cento i cani morti avvelenati nell’arco di pochi giorni nel Catanzarese – evidenzia il sodalizio – una quindicina dei questi, tra cui alcuni di proprietà, proprio nel capoluogo. Gli altri vengono ritrovati giorno dopo giorno nelle campagne della zona di Soverato e Satriano luoghi di nascita e morte di Simona Cavallaro la giovane morta nelle scorse settimane» dopo essere stata assalita da alcuni cani che erano a guardia di un gregge nella pineta di Satriano.
«Dapprima – prosegue la nota – cani randagi ma nei giorni scorsi si è passati all’avvelenamento anche dei cani di proprietà».
Lorenzo Croce, presidente nazionale di Aidaa, ha aggiunto: «Noi abbiamo denunciato questo rischio subito e vogliamo continuare a denunciare questa escalation di morte che si ferma solo con l’arresto degli autori e pene più severe accompagnate subito da una seria campagna di sterilizzazione e supporto logistico ai volontari che spesso operano in condizioni difficilissime proprio in Calabria. Qui non serve la passerella delle personalità e le roboanti dichiarazioni – ha concluso – ma un impegno concreto a combattere il randagismo con piani di sterilizzazione che vedano la partecipazione anche della veterinaria militare».
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