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Gianni Pittella

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POTENZA – Gianni Pittella si chiama fuori dal ruolo di candidato «unitario» per la guida del Partito democratico lucano. Mentre continua il fuoco di fila sulla segretaria provinciale uscente della federazione di Potenza, Maura Locantore, accusata di operare in «clandestinità» alla sua propria candidatura.

E’ stata una giornata ad alta tensione quella appena trascorsa tra i democratici lucani, in vista della scadenza di sabato per  la presentazione delle candidature alla segreteria regionale.

A mandare su tutte le furie l’ex presidente del Consiglio regionale Vito Santarsiero e il senatore ex renziano Salvatore Margiotta, sono state le indiscrezioni pubblicate sull’edizione di ieri del Quotidiano del Sud su una possibile candidatura del neo-sindaco di Lauria. Indiscrezioni corredate dal riferimento, al condizionale («l’indicazione del senatore (…) sarebbe arrivata lunedì sera durante una cena»), a un incontro tra gli stessi Santarsiero, Margiotta e Lacorazza.

«Non esistono incontri come quello citato nell’articolo, esiste invece un vasto e articolato movimento di dialogo e confronto per cercare una candidatura unitaria». Questa la replica su Facebook di Santarsiero, che è arrivato a teorizzare «fantasiosi falsi e strategie finalizzate ad una narrazione tutta tesa a sostenere candidature in campo non idonee nonché  a cercare di attribuire improprie preferenze alla segreteria nazionale».

Quindi si è espresso in termini lusinghieri su Pittella, definito «persona di tale qualità, esperienza ed autorevolezza che se ritiene è in grado di porre in maniera autonoma e diretta la propria candidatura».

Ancora più esasperati i toni di Margiotta, che su Twitter ha parlato di «piccoli avvelenatori di pozzi» e ha espresso «tristezza» per «articoli, pieni di falsità, scritti sotto dettatura». Quindi ha denunciato che da mesi legge e «ascolta», non si sa bene dove, «menzogne sul  Pd Basilicata, nella maggior parte dei casi provenienti dall’interno».  

Diretto contro Locantore, invece, l’ex presidente del Consiglio regionale Piero Lacorazza. «Non ci sono state cene». E’ stata la sua dichiarazione su Twitter. «Si prova a dare un contributo per unire. La segretaria Maura Locantore se non smentisce da settimane la sua candidatura, opera in “clandestinità”. E ovviamente non aiuta un dibattito aperto e trasparente che meriterebbero i militanti del Pd Basilicata». A corredo del suo attacco a Locantore, sempre ieri mattina, Lacorazza ha pubblicato anche una foto del suo incontro, a Roma, col segretario nazionale Enrico Letta. Salvo poi precisare che non si era trattato di un incontro per parlare del congresso. Foto che è sembrata agli osservatori più attenti un’altra provocazione rivolta alla segretaria provinciale, in linea col riferimento all’attribuzione di «improprie preferenze alla segreteria nazionale» fatto in precedenza da Santarsiero. Da settimane, infatti, il sostegno dei vertici nazionali del partito è stato tra gli elementi qualificanti dell’ipotesi – sempre più concreta – di una candidatura di Locantore. Tanto più dopo l’auspicio espresso a fine settembre a Brienza dall’ex ministra, nonché ex vice-segretaria nazionale del Pd, Paola De Micheli, di vedere una segretaria donna al vertice del partito lucano. In linea con la svolta “rosa” impressa ai democratici da Letta.

A mettere la parola “fine” alle discussioni su cene, dialoghi e contributi vari, con o senza il suo nome al centro, è stato quindi Pittella in persona, che ha voluto precisare, su Twitter, che sua candidatura «semplicemente non esiste». Quindi ha aggiunto altri particolari rispondendo al Quotidiano sulle dichiarazioni di uno dei fondatori del Pd lucano, Erminio Restaino, che già la scorsa settimana aveva svelato pubblicamente il lavoro in corso per questa ipotesi. «Non mi è stata mai proposta, tantomeno (…) a me. Altrimenti avrei immediatamente ringraziato e declinato». Perentorio, sul punto, anche Margiotta, che ha parlato di un’ipotesi «mai presa in considerazione».

Contattati dal Quotidiano, però, altri coinvolti nelle discussioni hanno confermato la circostanza. Come pure una «cena» ristretta, che ci sarebbe stata lunedì sera a casa del segretario cittadino del Pd, Carmine Croce, e le interlocuzioni tra Santarsiero, Lacorazza e Margiotta su una serie di ipotesi, inclusa quella di Gianni Pittella segretario. Una prospettiva impensabile fino a qualche tempo fa, se si pensa che tra i motivi di risentimento indicati da Santarsiero nei confronti di Locantore c’è il sostegno che lei avrebbe offerto alla candidatura per un secondo mandato da governatore, poi tramontata, del fratello di Gianni, Marcello. Oppure l’annoso antagonismo tra lo stesso Marcello e Lacorazza, fin dai tempi delle primarie del 2013 per la scelta del candidato governatore (vinte dal primo). Mentre Margiotta non aveva fatto mistero della sua visione al riguardo, non più tardi di agosto, riservando un’entusiastica accoglienza  al collega senatore di ritorno nella sua Basilicata, in occasione della candidatura a sindaco di Lauria. Ritorno che l’ex sottosegretario aveva visto subito, appunto, come «una svolta importante per la vita e le sorti del Pd lucano».

Tramontata definitivamente l’ipotesi Pittella, quindi, torna a essere lo schema con 2/3 candidati in corsa quello con cui le varie anime del partito si avvicinano, con sempre maggiore nervosismo, all’appuntamento col termine per la presentazione delle candidature. Termine che nei giorni scorsi è stato anticipato dal presidente della commissione di garanzia per il congresso regionale, Donato Riserbato, dalle 18 alle 12 di sabato. Da una parte, a meno di clamorose sorprese, Locantore, che sarebbe forte di un suo proprio radicamento sul territorio, e di alleati di peso come il deputato Vito De Filippo e il capogruppo in Consiglio Roberto Cifarelli. Dall’altra, assieme o in ordine sparso, quanto resta, che non è poco, del partito lucano e dei suoi maggiorenti: Margiotta, che potrebbe schierare il sindaco di Castelmezzano Nicola Valluzzi; Santarsiero, che avrebbe in mente la candidatura di un giovane dell’area Orlando (secondo qualcuno il presidente dei giovani democratici Michele Masulli); i due Pittella, che da giorni starebbero vagliando il profilo dell’imprenditrice Barbara Verrastro; e Lacorazza, che al Quotidiano non ha smentito nemmeno la possibilità di una sua propria candidatura alla segreteria.

Tanti nodi, insomma, destinati ad arrivare al pettine da qui a mezzogiorno di sabato: ore che si annunciano le più travagliate, e vicine all’isteria, dell’intero congresso regionale.  

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