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LA GARA – In ordine di classifica a partire dal vertice.  Mamhood e Blanco voci bianche che spaccano con una canzone da brividi che con merito va in pool position. Sono da 9. Seguiti a ruota da La Rappresentante di Lista, tecnocabaret un po’ dada e “con le gambe e con il culo” si guadagnano il mio 8. Sul podio anche Dargen D’Amico con un “Cuore matto” che adopera bene la dance e sa far festa. Merita 7 e mezzo.

 Dietro la vecchia guardia da “Canzonissima” un po’ maltrattata dalla giuria specialistica. Gianni Morandi si ricorda la lezione di Morricone suo primo arrangiatore e la contamina con Jovanotti proponendo una bella canzone sussurrata con un filo di emozione. Gioca anche al Fantasanremo.  Come non dargli 8. Un gradino sotto Massimo Ranieri con un pezzo da teatro che ricorda “partono i bastimenti”. La voce c’è. Anche per lui 8 come Morandi. Cresceranno andando avanti. A centro classifica Noemi.  Da risentire. Non mi è sembrata alla sua altezza. Voto 6. Michele Bravi lo dimentichi subito tranne il look alla mani da forbice. Voto 5. Rkomi  troppo atteso e troppo confuso. Anche lui 5. Achille Lauro mescola ancora sacro e profano, fa Iggy Pop con il Gospel, resta un innovatore. I colleghi della sala stampa si saranno stufati ma per me è ancora da 8. Giusy Ferreri si è incartata nell’esibizione e prende un 6-. Di Yuman ne potevamo fare a meno e anche di Ana Mena con la fisarmonica. Senza voto per non troppo infierire.

AMADEUS– Buona conduzione, sta entrando nella storia del Festival. Dovrebbe accorciare ma gli sfugge la misura causa spot. Inizia da 7 ma sarà un crescendo. La signora in giallo in prima fila forse si poteva evitare.

FIORELLO– Resta un fuoriclasse da terza dose. Ne sbaglia poche. Battute molto godibili. Con Ama ha avuto la capacità di dissacrare Tenco cantando canzoni ossimore tristi con ritmo allegro. Il pubblico ritrovato ha galvanizzato l’ex intrattenitore da villaggio turistico e l’Ariston diventa curva sud. Voto 8. Lo rivedremo?

ORNELLA MUTI– Bella e affascinante, voce roca tra Maria De Filippi e Tom Waits, anticonvenzionale non solo per le canne ma anche per gli occhiali da vista. Regala anche alberi. Purtroppo deludente nel commento al grande cinema che ha incontrato. Un dignitoso 6 e mezzo.

MANESKIN– Mandano ancor di più fuori di testa. Strepitosi per look, esecuzione, e carisma. Le lacrime di Damiano dopo “Coraline” incorniciano una ballata struggente. Il suggello ad un ritorno sul palco dove tutto è iniziato. E’ ancora tutto molto rock. Un 10 da leggenda.

BERRETTINI– Dice dieci parole, carrambata di famiglia con Fiorello. Sarà bello, sarà bravo nel tennis ma non ho capito che ci stava a fare. Aridatece Ibra. Voto 5 a chi l’ha chiamato.

MEDUZA– A tarda ora il ritmo dell’elettronica da discoteca anima l’Ariston. Divertenti e capaci. Al contrario del tennista una buona operazione di visibilità per italiani che trionfano in tutti i club mondiali. 8 e mezzo legittimo e dichiarato.

BATTIATO– Il maestro non si vota. 5 a chi ha confinato a tarda notte l’omaggio ad un gigante della musica. Ci si continua a chiedere se è previsto un omaggio anche alla Carrà. Credo che faccia parte del gioco.

GIOE’– Malriuscita promozione della fiction Rai Makari. Purtroppo 4 ad un attore che stimo.

BOVA E FRASSICA– La promozione dell’epigono di don Matteo è invece salvata dal nonsense di Frassica. Bova pesce lesso e monocorde. Tutto quasi sufficiente.

BERTI E ROVAZZI SU NAVE– Nonostante Colapesce e Dimartino, il set sulla pubblicitaria Concordia mi sembra da rivedere. Neanche il vestito di Orietta mette allegria, Rovazzi assente. Molto Capodanno alla Fantozzi. Sono ritornate le crociere.

PUBBLICO– C’è voglia di vivere in mezzo alla pandemia. Spettatori scatenati anche in settori di solito mummificati. Un dieci che fa sperare.

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