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Un inverno mite, più del solito, potrebbe aiutare a mitigare gli effetti della crisi energetica: le previsioni dell’esperto Unical

COSENZA – «Da dicembre a febbraio avremo un inverno più mite del solito. Lo dicono le previsioni stagionali multisistema offerte dal modello Copernicus. Alte temperature, quindi, in tutta Italia, ma, più in particolare, al sud». A dichiararlo è l’associato di Costruzioni idrauliche e marittime e Idrologia del dipartimento di Ingegneria ambientale dell’Università della Calabria, Alfonso Senatore.

Ciò che l’esperto dice suona, pertanto, rassicurante. Lo è – rassicurante – soprattutto a fronte della crisi energetica che il Paese sta vivendo, col conseguente aumento delle bollette di luce e gas che mette in difficoltà famiglie e imprese.

«Tre mesi miti – ribadisce il docente dell’ateneo di Arcavacata -, con il rischio di ondate di freddo nella sola prima parte di dicembre». In linea generale, insomma, una buona notizia, pure considerando che in molte province calabresi i riscaldamenti, in base alla normativa (si rimanda all’approfondimento presente di seguito), non potranno essere accesi nell’immediato.

INVERNO MITE E CRISI ENERGETICA, L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA

Così, se da un lato il vantaggio è manifesto, dall’altro si intravedono problemi e criticità. Non è “normale”, di fatti, che l’inverno non sia come ce lo si aspetti: freddissimo e, magari, anche nevoso.

«È l’effetto, sempre più evidente, del cambiamento climatico in atto – dice ancora Senatore – Col Cesmma, il Centro studi per il monitoraggio e la modellazione ambientale diretto dal professor Giuseppe Mendicino e annesso al dipartimento di Ingegneria ambientale, abbiamo fatto un’indagine particolare proprio a questo proposito, rilevando – chiosa il docente – che in questa prima metà di ottobre persino in Sila la temperatura massima media è stata la più elevata dal 2020. In altre parole – spiega ancora Senatore – se, facendo il caso di Cosenza, il valore medio della temperatura sarebbe dovuto essere di 21,7 gradi, a ottobre si sono avuti in media 25, 8 gradi».

Un fatto, quindi, allarmante. Anche perché è la spia di quegli eventi climatici critici che possono verificarsi – per esempio, precipitazioni più intense del solito – e danneggiare, di conseguenza, un intero territorio».

PREVISIONI A LUNGO TERMINE

Qualcuno, però, potrebbe obiettare l’impossibilità di procedere con previsioni cosiddette a lungo termine. «Noi, infatti – spiega Senatore dell’Unical -, non diciamo quali saranno le temperature a febbraio, ma, sulla base di studi e tecniche che nel tempo sono divenute sempre più accurate, possiamo fare luce sulle tendenze dei prossimi tre mesi. Tra l’altro – conclude il professore – c’è un altro elemento, molto importante, da aggiungere.

Oggi le previsioni “a quattro giorni” hanno la stessa accuratezza di quelle “a un giorno” svolte nel 1980. Un dato davvero significativo».

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