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Donato Sperduto

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Annullata dal Tar la nomina come presidente del parco del Vulture del sindaco di San Fele Donato Sperduto che quindi decade

POTENZA – Il Tar Basilicata ha annullato la nomina del sindaco di San Fele, Donato Sperduto, come presidente del neonato Parco naturale regionale del Vulture.

Il collegio presieduto da Fabio Donadono, e completato da Pasquale Mastratuono e Benedetto Nappi, ha accolto il ricorso presentato da Paolo Appiano, un altro dei componenti della terna di nomi sottoposta a maggio dell’anno scorso al Consiglio regionale per individuare la guida migliore per l’ente istituito nel 2017.

I giudici hanno evidenziato, in particolare, un conflitto d’interesse apparentemente insanabile tra il ruolo di presidente del Parco e quello di sindaco di San Fele, che è un comune che ricade nel territorio di competenza dell’ente, quindi ha diritto a essere rappresentato dal suo primo cittadino all’interno della Comunità del parco, l’organo assembleare previsto dallo statuto, a cui spetta anche la proposta al Consiglio regionale dei nomi dei possibili presidenti.

PARCO DEL VULTURE, SPERDUTO DECADE: IL CONFLITTO D’INTERESSE

A concretizzare il conflitto d’interesse sarebbe, in particolare, la norma che prevede che un’eventuale mozione di sfiducia al presidente del parco debba essere votata all’unanimità dalla Comunità del parco. Sicché Sperduto avrebbe potuto bloccare qualunque tentativo di approvazione di una mozione di sfiducia nei suoi confronti da parte dei colleghi.

Il Tar ha escluso anche la possibilità di neutralizzare questo conflitto d’interessi incaricando un assessore o un consigliere comunale. L’incarico in questione, infatti, potrebbe essere sempre revocato dal sindaco che da legge istitutiva del parco è il solo a poter delegare qualcuno a presenziare al suo posto alle attività della Comunità.

I giudici amministrativi hanno riscontrato anche un secondo motivo di ricorso proposto da Appiano. Motivo per cui sarebbe illegittima la decisione del Consiglio regionale a favore di Sperduto, arrivata dopo oltre 2 anni di una lunga e complessa gestazione. Ciò in quanto in precedenza era stato acquisito un parere della I commissione dello stesso Consiglio, che evidenziava il mancato possesso dei requisiti richiesti.

I giudici non hanno considerato in quanto «assorbito», invece, un terzo motivo di ricorso sulla mancata comparazione tra i curriculum degli aspiranti, che a detta di Appiano avrebbe dovuto consegnargli l’agognato incarico.

Adesso, quindi, spetterà al parlamentino lucano valutare il da farsi. Anche se è probabile che Sperduto e la Regione impugnino la decisione del Tar in Consiglio di Stato.

Tra i poteri del presidente del Parco regionale del Vulture c’è anche quello di immediata sospensione delle «attività difformi dal Piano, dal Regolamento o dal nulla osta (…) dell’area protetta, di ingiunzione della riduzione in pristino e/o della ricostruzione delle specie vegetali ed animali a spese del trasgressore, del committente, del titolare dell’impresa e del direttore dei lavori in caso di costruzione e trasformazione di opere».

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