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Il porto di Vibo Marina

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L’autorità portuale revocato a “Dall’Alba al tramonto” di Vibo Marina per la presunta presenza di “soggetti legati alla criminalità”

VIBO VALENTIA – “La  Prefettura di Vibo Valentia ha comunicato che dalle informazioni acquisite per il tramite delle Forze dell’Ordine sono emerse numerose controindicazioni a carico degli organi rappresentativi e di molti soci dell’Associazione “Dall’Alba al Tramonto” alcuni dei quali legati ad ambienti criminali”.

È questo il nodo centrale della revoca da parte dell’Autorità portuale della concessione demaniale marittima al sodalizio Dall’alba al tramonto” di Vibo Marina che ne aveva fatto richiesta presso il porto vibonese.

EMERSE DIVERSE IRREGOLARITÀ

A parere dell’Ufficio territoriale del governo, dunque dai controlli sono emerse irregolarità che non consentono di acconsentire a tale istanza che vanno ricercate nelle figure che compongono i vertici del soggetto richiedente.

Ufficio territoriale – destinatario di una nota protocollata inoltrata dalla struttura guidata dal presidente Andrea Agostinelli nella quale si chiedevano informazioni prefettizie antimafia sull’associazione .

E questo in virtù della stipula di un apposito protocollo d’intesa siglato a maggio del 2022 con l’allora prefetto Roberta Lulli e finalizzato a sottoporre a preventive cautele antimafia, mediante il rilascio di apposite informazioni previste dal “Codice Antimafia”, e anche l’adozione di atti e provvedimenti non previsti dalla normativa in materia. La vicenda era finita sul tavolo della giustizia amministrativa per effetto del ricorso del sodalizio e adesso si è conclusa con l’epilogo sopra riportato.

I FATTI CHE HANNO PORTATO ALLA REVOCA DELLE AUTORIZZAZIONI IN CAPO A DALL’ALBA AL TRAMONTO DI VIBO MARINA

I fatti. “Dall’alba al tramonto” aveva ottenuto dalla Capitaneria di porto la concessione demaniale marittima, avente scadenza al 31 dicembre di quest’anno, per occupare una zona di suolo demaniale marittimo della superficie complessiva di circa 4.600 metri quadri, di cui mq. 475 a terra e mq. 3.889,00 di specchio acqueo, situata nell’ambito portuale di Vibo Marina allo scopo di realizzare un pontile per attracco imbarcazioni da diporto.  

A seguito della comunicazione della Prefettura di Vibo, l’Autorità marittima, il successivo 27 giugno, aveva adottato li decreto di revoca e per tutta risposta l’associazione si era rivolta al Tar Calabria per l’annullamento del provvedimento.

Nel ricorso si evidenziava, tra l’altro, una “non perfetta corrispondenza tra la motivazione del Decreto ed il suo dispositivo che, invece, faceva generico riferimento agli accertamenti compiuti dalle Forze dell’Ordine e comunicati alla Prefettura”.

A quel punto, l’ente di gestione del porto si era rivolto all’Avvocatura distrettuale dello Stato di Catanzaro per valutare la possibilità di annullare, in autotutela, il provvedimento di revoca onde evitare di soccombere in giudizio.

Una strada, questa, che era stata avviata salvo poi interrompere tutto l’iter nel momento in cui l’Utg – pur non potendo rilasciare l’informazione antimafia – ha comunque fornito ulteriore documentazione trasmettendo la relazione della Questura di Vibo (divisione Anticrimine – Misure di prevenzione personali tipiche e atipiche e di patrimoniali).

VIBO, I DETTAGLI A CARICO DI DALL’ALBA E TRAMONTO

Relazione che ha consentito di avere un quadro più ampio ai fini della decisione in quanto sono emersi a carico di “Dall’Alba al Tramonto” aspetti di “inidoneità soggettiva a rivestire lo status di concessionaria di beni del demanio marittimo”” in quanto dalla relazione “si evince come numerosi appartenenti all’Associazione concessionaria, assegnatari o meno di posti barca presso il pontile ancora da mettere in opera, appartengano a famiglie di ‘ndrangheta ovvero hanno costanti e ripetute frequentazioni e cointeressenze con famiglie appartenenti a tale consorteria” e che “l’attività da esercitarsi da parte della stessa appare rientrare nel novero delle attività inquinate da infiltrazioni mafiose, ritenendosi pertanto altamente sussistente il rischio di asservimento del sodalizio alle logiche malavitose”.

Facendo quindi leva sulla necessità di tutelare “il prevalente interesse pubblico al contrasto preventivo, in via amministrativa, ai tentativi di infiltrazione mafiosa nelle attività economiche marittime e portuali”, l’Autorità Marittima del presidente Agostinelli ha decretato la revoca della concessione demaniale marittima a Dall’Alba al Tramonto.

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