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Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio

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LA GIORNATA di ieri registra l’ennesima puntata della trentennale telenovela dello scontro tra politici e magistrati sulle reciproche interferenze. Dopo le affermazioni di venerdì di Alfredo Mantovano, sottosegretario di stato alla presidenza del consiglio dei ministri (“il problema delle interferenze della magistratura riguarda tutti, centrodestra e centrosinistra”), arriva la reazione piccata dell’Anm. “Parlare di interferenze con la politica quando si esercita la giurisdizione e quando si esercita il diritto di associazione e di manifestazione del pensiero è un modo fuorviante che avvelena il clima e dà della magistratura un’immagine distorta, di un organo non più di garanzia ma partigiano nella lotta politica e questo danneggia non solo i magistrati ma innanzitutto la qualità della nostra democrazia”, attacca il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Santalucia, a margine della riunione del Comitato direttivo centrale, tenuto ieri a Roma.

A proposito dello scontro tra politici e magistrati a seguito della vicenda Santanchè, Santalucia chiarisce che “l’Anm e la magistratura non sono in scontro con nessuno”. Semmai, assicura, “i magistrati fanno il loro mestiere nelle aule anche quando l’imputato è un politico e questo non cambia il loro modo di essere, il loro modo di esercitare la giurisdizione con rigore e approfondimento”. In più, “l’Anm da sempre rivendica un suo diritto e dovere di parola nel dibattito pubblico sulle riforme. Questa non è un’interferenza né un modo di invadere il campo della politica, è semmai un rapporto costruttivo per migliorare le riforme che vengono poste all’attenzione del Parlamento”. Per conto della maggioranza, risponde Lucio Malan. “Sorprende che il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia, attacchi il sottosegretario, nonché ex magistrato, Alfredo Mantovano per aver parlato delle ‘interferenze di alcune iniziative giudiziarie sulla politica’ come di un problema che riguarda tutti”, dice il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia. E spiega: “Il dottor Santalucia mostra di ritenere che il sottosegretario si riferisse ai casi Santanché e Delmastro”, viceversa Mantovano “parlava di un fenomeno che in 30 anni ha colpito tutti i governi”. Come esempio, Malan ricorda che “il secondo Governo Prodi cadde perché il partito di Clemente Mastella fu oggetto di una pesantissima iniziativa giudiziaria, poi finita nel nulla”. Pure il magistrato Eugenio Albamonte, ospite venerdì alla trasmissione In Onda su La7, aveva rimproverato il governo attuale di usare, anche nei casi Santanchè e Donzelli, “il solito argomento della ‘giustizia ad orologeria’ esibito in passato da Berlusconi, Renzi e Salvini”. Sul punto risponde ieri Maurizio Gasparri: “Ci siamo stancati della politicizzazione delle toghe. Ci siamo stancati della pretesa del potere giudiziario di annullare quello esecutivo e quello legislativo”. Secondo il senatore di Forza Italia, che stigmatizza come improprie e inaccettabili le parole di Albamonte, la verità è che “la magistratura non vuole essere riformata, ma il Parlamento invece la riformerà. Non ci faremo intimidire. Non ci possono ricattare. Non ci faremo ammutolire”.

Nel dibattito sul conflitto tra giudici e governo interviene anche l’opposizione. “È sacrosanto ribadire che la magistratura non deve entrare nel campo delle decisioni politiche, ma questo non c’entra nulla con l’imbarazzo che molti esponenti di Fdi stanno provocando al Paese. Prima di attaccare le opposizioni, Meloni guardi in casa sua” accusa il segretario di Più Europa Riccardo Magi. Ma sulla strategia per incalzare il governo non c’è accordo tra le forze politiche di opposizione, specie dopo che il M5s ha presentato una mozione di sfiducia contro la ministra del turismo e il Pd ha subito aderito promettendo di appoggiarla. “Il garantismo è un principio che vale per tutti, anche per i ministri. Per i quali poi, come per chiunque faccia politica, valgono delle accortezze in più. E su questo il governo e la ministra si devono assumere le loro responsabilità”, chiarisce Ettore Rosato, deputato di Italia Viva. Che però conclude: “Altro è la mozione di sfiducia che mi sembra sia il modo migliore per compattare la maggioranza. In un caso come questo è un grande, straordinario favore che 5 Stelle e Pd fanno al governo”.

Fuori dai ristretti confini delle polemiche interne, la giornata politica registra la partecipazione del governo italiano al Forum di Dubrovnik in Croazia, dedicato ai problemi della regione dei Balcani. Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli esteri, ricorda che “il rilancio del progetto europeo passa necessariamente dall’allargamento ai Paesi dei Balcani occidentali” e che “per l’Italia lo sviluppo socio-economico, la stabilizzazione e l’integrazione europea della regione balcanica sono un interesse vitale”. Proprio per rispondere alla forte domanda di Europa che arriva da questi paesi, assicura Tajani, l’Italia è “attivamente impegnata nel rilancio del processo di allargamento dell’Unione europea”.


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