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Uno degli incendi scoppiati ieri in Calabria

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L’Italia è spaccata in due dagli eventi, Maltempo al Nord, afa e incendi al Sud: il Governo si prepara a dichiarare lo stato di calamità

I parossismi del clima hanno spaccato in due l’Italia. Al Nord l’arrivo di aria più fresca ed instabile dall’Europa settentrionale ha generato temporali violenti accompagnati da raffiche di vento e da grandine grande come uova che hanno sferzato Valle d’Aosta, alto Piemonte, alta Lombardia e Trentino Alto Adige e sono ora in estensione nelle regioni limitrofe.

Gli incendi al Sud

Il Sud, al contrario, brucia. L’ondata di calore provocata da Caronte, l’anticiclone di origine tropicale, proveniente dall’Africa stabilisce nuovi record di temperatura, lo Scirocco alimenta gli incendi che stanno mettendo a dura prova Calabria e Sicilia, messe in ginocchio anche da black out elettrici diffusi e mancanza di acqua. Il maestrale sta abbassando le temperature in Sardegna, ma un uomo è deceduto per la canicola (il terzo in 48 ore). Afa e incendi anche in Puglia. Il fuoco non perdona nemmeno in Grecia. Il villaggio di Loutses, nel nord dell’isola greca di Corfù, è stato evacuato ieri mattina a seguito dell’incendio boschivo divampato alle pendici del monte Pantokratoras domenica scorsa. Secondo i pompieri greci, il fuoco ha ripreso forza nella zona di Palia Peritheia. Nella notte di domenica, circa 2.500 persone nell’isola erano state evacuate per precauzione.

La situazione in Sicilia e in Calabria

Ma è la Sicilia il “cuore” dell’emergenza – caldo con 55 incendi e una vittima. A Palermo l’aeroporto è stato temporaneamente chiuso a causa dei roghi sulle colline, mentre a Catania, il caldo record (47,6 gradi la massima registrata ieri dalla Protezione civile) ha mandato in avaria la rete elettrica e idrica e l’aeroporto di Fontanarossa è ancora parzialmente chiuso per il rogo che ha seriamente danneggiato il terminal A il 16 luglio scorso.

“Da domani (oggi n.d.r.) l’operatività dell’aeroporto di Catania passerà da otto a dieci voli all’ora, cinque partenze e cinque arrivi, mentre da martedì primo agosto, quando entrerà in funzione la tensostruttura da 500 metri quadrati allestita dall’aeronautica militare, si potrà arrivare fino a quattordici” rassicura il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani al termine della riunione operativa organizzata e presieduta nello scalo etneo. “Il ritorno alla piena normalità si avrà qualche giorno dopo – aggiunge il governatore – non appena termineranno le operazioni di bonifica e ripristino del terminal A”.

Intanto E-Distribuzione del gruppo Enel dice di aver messo in campo 570 tecnici, 60 gruppi elettrogeni e nove power station. “Le nostre squadre sono al lavoro per cercare di normalizzare la situazione al più presto con i rinforzi che sono messi in campo” rassicura Leonardo Ruscito, responsabile rete Sicilia.

Anche la Calabria è stretta in una morsa infernale di caldo asfissiante e incendi. Complessivamente sono ancora 80 gli incendi attivi che vedono impegnate le squadre dei vigili del fuoco. Ma è la provincia di Reggio Calabria quella maggiormente colpita dalle fiamme: a Cardeto un uomo di 98 anni è morto arso vivo nell’abitazione di campagna in cui viveva (LEGGI). Figlia e genero si sono prodigati nel tentativo di salvarlo, ma non ce l’hanno fatta e hanno riportate gravi ustioni.

Incendi e maltempo, il governo chiede lo stato di calamità

Intanto, il Governo si prepara a dichiarare lo stato di calamità. “Lo stato di emergenza è stato chiesto dalla Lombardia, ma lo chiederanno anche altre regioni. I governi regionali faranno una ricognizione con una prima quantificazione dei danni e poi trasmetteranno la richiesta al Governo nazionale che delibererà lo stato di emergenza” ha detto il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci.

“In questo momento – ha spiegato – dobbiamo tentare di salvare il salvabile. C’è una coincidenza di elementi che rende la situazione molto complessa. E’ una delle giornate più difficile dal punto di vista climatico degli ultimi anni. In Sicilia lo scirocco non consente ai velivoli di alzarsi in volo per lo spegnimento degli incendi. Tutto quello che si poteva fare con vigili del fuoco, corpo forestale, protezione civile, è stato fatto. La forza della natura tende a sopraffare quella dell’uomo”.

L’aeroporto di Palermo

Un vasto incendio che si è sviluppato sulle montagne attorno all’aeroporto Falcone – Borsellino di Palermo è arrivato a lambire la zona perimetrale dello scalo che è stato chiuso al traffico fino alle 11 di ieri e poi riaperto. Molti voli sono stati cancellati. Lo scalo per alcune ore è rimasto isolato anche via terra a causa della contemporanea chiusura degli svincoli della A29 Palermo – Mazara del Vallo a Villagrazia di Carini e Cinisi, che collegano l’autostrada all’aeroporto, ed anche dei collegamenti ferroviari con Palermo.

Gli incendi che da ore bruciano contrada Inserra stanno minacciando l’ospedale Cervello. Le alte temperature hanno anche creato disagi per l’attività del Policlinico: la terapia intensiva polivalente di 17 posti letto della nuova area di emergenza ha chiuso i ricoveri per il malfunzionamento degli impianti di condizionamento e trasferito i pazienti.

Sono state evacuate abitazioni a San Martino, Monreale, Altofonte, Boccadifalco, Mondello e Pizzo Sella, Poggio Ridente, Inserra, Raffo Rosso, Capaci e Bellolampo, dove sta bruciando una delle vasche della discarica comunale con esalazioni venefiche. 1.500 famiglie sono state costrette a lasciare le loro abitazioni. In diversi quartieri del capoluogo di regione sono segnalati black out degli impianti elettrici. Situazione critica anche nel Trapanese, a San Vito lo Capo, nel Messinese e ad Enna. In quest’ultima provincia, le fiamme minacciano l’abitato di Regalbuto.

Le previsioni meteo

Le previsioni meteo non sono del tutto rassicuranti. La situazione non è destinata a migliorare quando transiterà il fronte freddo della perturbazione, con piogge o rovesci a carattere temporalesco che prenderanno di mira Liguria, Toscana, Emilia Romagna e, di nuovo, Lombardia centro-orientale, Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia.

Il transito del fronte, tuttavia, sarà accompagnato da un significativo calo delle temperature, non solo al Nord, ma anche sul resto del Paese, ad eccezione di Calabria e Sicilia ancora assediate dall’ondata di calore africana.


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