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POTENZA – Se si andasse al voto domani il governatore uscente Vito Bardi conquisterebbe batterebbe il re delle coop bianche lucane, Angelo Chiorazzo, con un distacco di 12 punti percentuali.

E’ questo il risultato che emerge dal sondaggio effettuato nei giorni scorsi da Emg Different sulle elezioni regionali del 2024 in Basilicata. Un sondaggio auto-commissionato dalla stessa Emg Different, ma evidentemente rivolto soprattutto all’elettorato di centrodestra. Non per niente in una delle elaborazioni realizzate, quella sul “profilo di immagine dei candidati”, è stato isolato proprio il giudizio degli elettori di destra e centrodestra sul governatore uscente e quello che a oggi è il suo rivale più chiacchierato, se non anche il più probabile. Vale a dire il “campione” dell’imprenditoria cattolica di Senise, Chiorazzo.

Emg ha “sondato”, innanzitutto, le opinioni dei lucani sulla loro qualità della vita, registrando voti superiori alla sufficienza nel 57% degli intervistati, con un picco del 72%, contro ogni possibile previsione, tra gli elettori di sinistra e centrosinistra. Contro il 54% raccolto tra gli elettori di centrodestra, e il 48% tra i «non collocati» politicamente.

Se si va a vedere il voto medio dichiarato dagli intervistati, i dati si riassestano secondo uno schema più usuale: coi sostenitori di Bardi, al governo della Regione da 5 anni, che premiano l’amministrazione uscente con un 6,58 alla qualità della vita in Basilicata; contro il 6,52 di chi si è dichiarato pronto a votare Chiorazzo.

Una seconda parte del sondaggio, quindi, è stata dedicata al confronto tra i due possibili contendenti per la carica di governatore: Bardi e Chiorazzo.

Col primo che risulta conosciuto dal 79% degli intervistati, che per il 30% hanno dichiarato anche di fidarsi di lui. Mentre il secondo si ferma, per livello di conoscenza tra gli intervistati, al 17%, e al 7% per dichiarazioni di fiducia.

Il governatore uscente risulta aver raccolto punteggi di gran lunga superiori al vicepresidente del Potenza calcio anche rispetto a una serie di caratteristiche su cui sono stati “sondati”. Vale a dire serietà ed onestà, poi preparazione e competenza, simpatia, carisma e capacità di comunicare, e autonomia dai poteri forti. Con un punto di forza, per Bardi, rappresentato dai parametri di serietà-onestà, e preparazione- competenza, e un punto di debolezza, molto relativa, quanto a simpatia e autonomia dei poteri forti. Mentre Chiorazzo ottiene i punteggi più alti, benché sempre molto al di sotto di quelli del governatore uscente, per preparazione-competenza e carisma-capacità di comunicazione, soffrendo rispetto alla percezione di autonomia dai poteri forti.

La terza parte del sondaggio ha preso di mira, poi, la collocazione dell’elettorato, assegnando al centrodestra il 46% nelle intenzioni di voto. Con Fratelli d’Italia al 20%, seguita da Forza Italia al 10%. A seguire Lega all’8%, Lista Bardi al 5%, Noi moderati all’1,5% e l’Udc all’1,5%. Fermo al 38%, invece, il centrosinistra a traino Pd-5 Stelle, con i grillini al 17%, il Pd al 13%, Alleanza Verdi Sinistra al 2% e altri al 6%.

Mentre le due anime dell’ex terzo polo, Azione con l’ex governatore Marcello Pittella, e i renziani di Italia viva, risultano accreditati in una loro eventuale corsa in solitaria, rispettivamente, del 6 e del 4%. Pertanto rischierebbero di non eleggere nemmeno un consigliere.

Significativa anche la rilevazione sul “voto ai candidati”, in cui è stato chiesto agli intervistati di scegliere tra gli aspiranti alla presidenza della giunta regionale.

Se il nome di Chiorazzo non pare aver conquistato al centrosinistra consensi maggiori rispetto a quelli offerti in dote dai partiti, infatti, Bardi risulta aver pescato un 2% di consensi aggiuntivi tra i sostenitori di altre formazioni non immediatamente riconducibili ai principali schieramenti. Portando dal 46 al 48% il tesoretto su cui costruire la campagna elettorale per un secondo mandato da governatore, se dai vertici romani del fu “Polo della libertà” non dovessero arrivare indicazioni per un candidato diverso.

Cinque anni fa, d’altra parte, all’ex comandante in seconda della Guardia di finanza bastò un 42% di consensi per espugnare i palazzi di via Verrastro e mandare “a casa”, per la prima volta, centrosinistra lucano.

L’ultima parte del sondaggio Emg Different è stata dedicata, infine, proprio al giudizio sull’operato di Bardi, che raccoglierebbe voti superiori alla sufficienza dall’89% dei suoi elettori dichiarati, e dal 38% di quelli di Chiorazzo.

Nonostante le critiche arrivate da diversi esponenti di Fratelli d’Italia e Lega, insomma, solo l’11% degli elettori di centrodestra esprimerebbe un giudizio negativo sull’amministrazione regionale, rispetto al 62% dei potenziali elettori di Chiorazzo.

Determinante per confermare o smentire gli orientamenti di voto registrati, ad ogni modo, potrebbe essere l’affluenza al voto.
Al momento, infatti, il 43% degli intervistati ha dichiarato che andrà sicuramente a votare, mentre il 27% lo farà «probabilmente», e il 24% propende per il non recarsi al voto. Pertanto Emg prevede un’affluenza del 46%, in notevole ribasso rispetto al 53,5% del 2019. Ancora più bassa del 47,6% registrato nel 2013, quando venne eletto governatore Marcello Pittella.
«L’indagine evidenzia il buon governo del presidente Bardi, che mostra degli indicatori di fiducia elevati per l’elettorato». Così Fabrizio Masia, amministratore delegato di Emg, ha commentato il sondaggio sulla Basilicata.

«Questo si traduce – ha proseguito il sondaggista – anche in un consenso del centrodestra e in particolare del presidente, che mostra allo stato attuale un buon margine di vantaggio rispetto alla coalizione di centrosinistra allargata ai cinque stelle».
l.a.

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