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Un microinfusore per diabetici

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Odissea diabetici all’Asp di Reggio Calabria, poi la svolta, sblocca Occhiuto in prima persona e parte la consegna dei microinfusori

REGGIO CALABRIA – Microinfusori scaduti per i pazienti diabetici reggini, ci risiamo. Ma stavolta, dopo mesi di attese, ritardi e disagi, la (solita) storia è a lieto fine. Grazie all’intervento diretto del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, che un giorno riceve sul telefonino la chiamata di una signora, disperata per le condizioni della figlia che implora il suo aiuto. Occhiuto risponde, promette e mantiene.

Così per una trentina di famiglie, tra Reggio e Locri, rimaste prive di quel kit salvavita da giugno, nel giro di dieci giorni si è materializzato quello che per loro è stato un «vero e proprio prodigio».

«Tutto parte da una mattina quando al distretto sanitario mi dicono che non è possibile dare ancora i set del microinfusore – racconta a nome di tutto il gruppo, la donna, mamma di una ragazza affetta da diabete giovanile dal 2011 -. Dalla rabbia e dalla disperazione mi ritrovo a parlare con una signora, anche lei con una bambina che non veniva rifornita da giugno. Così abbiamo deciso di fare un gruppo sorretto dalla disperazione di ognuno di noi. Molti non capiscono, soprattutto coloro i quali ci riforniscono, che questi kit sono di fondamentale importanza per i nostri figli, sia a livello fisico che psicologico. Ritrovarsi a bucare il proprio figlio o vederlo bucare 4/5 volte al giorno è un’agonia».

MICROINFUSORI PER DIABETICI NEL REGGINO, L’INTERVENTO DI OCCHIUTO SBLOCCA LA SITUAZIONE

Microinfusori per l’erogazione dell’insulina e sensori per la rilevazione della glicemia sono dispositivi salvavita inseriti nei Lea (Livelli essenziali di assistenza) garantiti dal sistema sanitario regionale. Ma all’Asp di Reggio non è insolito agitarsi lo spettro del blocco nell’erogazione dei kit necessari alla gestione domiciliare della terapia insulinica. Nel corso degli anni sono numerose le segnalazioni e le denunce di associazioni e famiglie costrette ad attendere tempi biblici per un diritto sacrosanto.

«Riesco a trovare il numero del presidente Occhiuto (peraltro ha risposto subito) e gli esterno la nostra disperazione e che siamo tra Reggio e Locri – continua il suo racconto la signora -. Lui chiama e gira il messaggio a chi di competenza. Mi viene mandato un messaggio dicendomi che in settimana, massimo 10 giorni, tutti i ragazzi e bambini sarebbero stati riforniti. Ringraziandomi perché senza la mia segnalazione lui non avrebbe saputo nulla. Dopo 10 giorni cominciano ad arrivare le telefonate per andare nelle sedi a ricevere i rifornimenti trimestrali. Finalmente chi aspettava da giugno avrà i kit a casa. Ma è pure vero che se non fosse stato per Occhiuto ancora noi saremmo qui ad aspettare riempiendoci di bugie e scaricabarile».

Si può capire, a questo punto, il grosso sospiro di sollievo e il ringraziamento a Occhiuto. «Abbiamo visto che il presidente ha davvero a cuore la vita di ogni cittadino, senza distinzioni – conclude la signora -. Per questo lo ringraziamo, non fosse stato per lui i nostri figli avrebbero navigato nel buio. Un bel grazie, presidente».

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