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Giorgia Meloni

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Il governo italiano esulta dopo il verdetto dell’agenzia di rating Moody’s. Quest’ultima non solo non ha variato il rating (confermando il giudizio «Baa3») ma ha rivisto a rialzo le prospettive (outlook) da «negative» a «stabili», sconfessando così i timori di chi ipotizzava una possibile bocciatura. Il giorno dopo la war room di Palazzo Chigi insiste sul risultato ottenuto.«Anche Moody’s promuove l’Italia – sottolinea Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario per l’Attuazione del governo – come avevano già fatto in precedenza le altre tre agenzie di rating.

Premiate la serietà del governo Meloni e l’attenta gestione dei conti pubblici fatta dal ministro dell’Economia Giorgetti. L’immagine dell’Italia torna vincente e credibile dopo i disastri dei governi Pd – M5s. Pessimo periodo per chi tifa contro l’Italia». In scia Raffaele Fitto, ministro per gli Affari europei, che in questi mesi ha tessuto una tela con i vertici di Bruxelles: «Il giudizio dell’agenzia di rating Moody’s conferma, qualora ce ne fosse stato bisogno, la serietà e la credibilità internazionale della politica economica».

Tutto questo è stato possibile, fanno veicolare fonti di governo, grazie alla tenuta dei conti pubblici e a una manovra finanziaria senza fuochi di artificio e nel segno della responsabilità. Chi, come Matteo Salvini, avrebbe voluto una legge di bilancio con più spesa, esalta comunque il risultato del gabinetto Meloni: «Alla faccia dei gufi l’Italia corre e quest’anno crescerà più della Germania. Conto che continui la crescita, il che è un premio agli imprenditori e ai lavoratori italiani.

C’è un governo che in un anno, e le agenzie di rating lo dimostrano, sta lavorando seriamente – ha aggiunto -. Abbiamo aumentato gli stipendi, smontiamo la Fornero. I problemi ci sono ma se dall’altra parte la risposta sono gli insulti di Landini e la chiamata alle piazze, non mi sembra che facciano il bene del Paese». Non poteva mancare il commento del vicepremier azzurro Antonio Tajani: «Il commento positivo di Moody’s conferma che la strada intrapresa dal governo è corretta.

Non basta, dobbiamo continuare seguendo l’impostazione che ci porta a seguire rigore e attenzione alla Spesa pubblica. L’Italia è un Paese con alto debito e alta spesa pubblica: lo Stato già spende 1000 miliardi all’anno, più della metà del Pil. Dobbiamo razionalizzare e spendere meglio». Ed è sulla stessa lunghezza d’onda Maurizio Lupi, che rappresenta il centro della coalizione di governo: «Le cassandre sono state smentite e i mercati internazionali guardano con maggiore fiducia al nostro paese. Da Moody’s arriva anche una lezione per tutti, non bisogna mai tifare contro il proprio paese, ma, anche dall’opposizione, lavorare per sostenere gli interessi nazionali».

Intanto Forza Italia si ritrova a Taormina per una kermesse dal titolo: «Il meeting del buon governo». Una due giorni che, come spiega la capogruppo in Senato degli azzurri Licia Ronzulli, «serve quindi a rafforzare il movimento ma anche a raccontare l’attivita’ del buon governo del centrodestra, in particolare di Forza Italia, raccogliendo al contempo le istanze del territorio». Dall’altra parte del campo Beppe Grillo si presenta all’evento organizzato dal M5S sull’intelligenza artificiale.

«È più espressivo qui che dal vivo…», scherza Beppe Grillo quando vede l’avatar di Giuseppe Conte proiettato sugli schermi. Poi il cofondatore risponde ai cronisti che lo incalzano sui suoi rapporti con il presidente del Movimento: «Conte va bene così, va bene in avatar e in tutte le sue progressioni di immagine». E proprio l’ex premier Conte dice la sua poco dopo sul verdetto di Moody’s e sull’esecutivo Meloni: «Siamo patrioti veri e quando ci sono delle agenzie di rating che non peggiorano le valutazioni sul nostro Paese siamo ben felici. Questo ci consola sul fatto che non c’e’ nessun buco di bilancio, e’ una bufala, al contrario di quanto ha sostenuto la presidente del Consiglio».


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