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I tennisti azzurri vincitori della Coppa Davis

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Un trionfo in Coppa Davis atteso 47 anni, un ulteriore segno di una Italia che se ci crede sa fare la storia.

QUARANTASETTE anni dopo Santiago del Cile, 47 anni dopo Panatta, Bertolucci, Barazzuti e Zugarelli, l’Italia torna a prendersi la Coppa Davis (che adesso si chiama Tennis World Cup). A Malaga, gli azzurri hanno battuto (2-0) l’Australia che non sconfiggevamo in Davis dal 1980. Ci hanno pensato uno stratosferico Jannik Sinner, l’ottimo Matteo Arnaldi, Lorenzo Sonego e Lorenzo Musetti con l’eterno Simone Bolelli pronto a un eventuale doppio d’emergenza. Li ha diretti, col piglio del fratello maggiore, Filippo Volandri che si sta trasformando, da ottimo giocatore, in un grande dirigente sportivo.

Con l’Australia c’è stata poca partita (LEGGI). Alexei Popyrin ha retto con Arnaldi solo dove e quando il ragazzo ligure ha commesso qualche errore. Quando si è arrivati al dunque e i nervi hanno preso il sopravvento, non c’è stata più partita: sul 4-4 al terzo, la testa di Popyrin non ha retto e sono arrivati gli errori decisivi (7-5, 2-6, 6-4).

Con la situazione ormai in discesa, Sinner poteva solo ingarbugliarsi da solo contro l’amico-avversario Alex De Minaur. Ma la macchina da tennis altoatesina non ha perso un colpo: 6-3, 6-0 e tutti a casa. L’australiano ha retto finché ha potuto, ma nel secondo set, Sinner è stato ingiocabile. Come sempre ha finito fermo in mezzo al campo, con le braccia aperte e un grande sorriso. E così Volandri e tutti gli azzurri (compreso Matteo Berrettini che ha giocato mesi fa nei turni preliminari) gli sono corsi addosso per abbracciarlo e strapazzarlo a dovere. Inutile giocare il doppio.

LA GRANDEZZA DI UNA PROMESSA DEL TENNIS ITALIANO: JANNIK SINNER

La sua grandezza, Sinner l’ha dimostrata in tutta la seconda parte dell’anno (ha vinto un 1000 e due 500) e, soprattutto, negli ultimi tre incontri in cui si è trovato dall’altra parte della rete, il mostro sacro Nole Djokovic, il più grande di tutti, il numero uno. Sinner ci ha vinto e poi ci ha perso alle finali ATP di Torino; ma, qui a Malaga, nella semifinale con la Serbia che, chiaramente, era la vera finale, ci ha vinto in singolare e, poi, con Sonego, anche nel doppio decisivo per il 2-1 finale.

La partita con Djokovic (6-2, 2-6, 7-5) è stata una delle più belle della stagione. Si è visto del grande tennis e, soprattutto, si è vista la maturità tecnica e psicologica ormai raggiunta da Jannik Sinner che, sul 4-5 al terzo ha annullato tre match point consecutivi a Djokovic. Sembra che, in passato, non ci fosse mai riuscito nessuno. E nessuno dica che a Nole non frega niente della Davis: è serbo e i serbi, quando c’è la bandiera di mezzo danno l’anima. Ma Jannik, ormai, non sbaglia più le partite: gioca un grande tennis e sa sempre cosa fare.

COPPA DAVIS ALL’ITALIA, UN GRUPPO CHE PUÒ FARE LA STORIA DEL TENNIS NAZIONALE

Con la Davis si chiude, di fatto, la stagione del tennis. Sinner è quarto nella classifica Atp con 6.490 punti, sempre più vicino a Medvedev e Alcaraz che gli stanno davanti mentre Djokovic è ancora lontano. Musetti (ultimamente in crisi) chiude al numero 27 (ma è stato 15 del mondo), Arnaldi al 44, Sonego al 47 e Berettini (con tutti i suoi guai) al 91. Due ragazzini (Flavio Cobolli e Luca Nardi giocheranno le finali Nextgen in Arabia Saudita a Doha). L’Italia del tennis sembra messa proprio bene. La prossima stagione potrebbe essere quella giusta per il primo slam di Sinner.

Passeranno alla Storia, questi ragazzi (e speriamo che non ci voglia un altro mezzo secolo) prima di rivincere la Davis. Di sicuro, fra qualche tempo, ci vorrà un’altra serie tv come la bellissima “La squadra” con Bertolucci e Panatta grandi attori. Perché anche Sinner, Sonego, Berrettini e Musetti sono grandi tennisti ma anche azzurri col cuore che, quando serve, canta “Popopopopo…”

m. r.

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