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La sede della Abramo customer care

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Quasi 500 posti di lavoro a rischio nella Abramo Customer Care dopo che Tim ha annunciato la chiusura delle commesse consumer

UN capodanno drammatico quello che aspetta ben 493 lavoratori con le rispettive famiglie tra Catanzaro, Montalto Uffugo in provincia di Cosenza e Palermo. Dal 1 gennaio 2024, infatti, a meno di interventi salvifici dell’ultima ora, i lavoratori della Abramo customer care di Montalto Uffugo, Catanzaro e Palermo saranno collocati in cassa integrazione a zero ore. Tim ha deciso di cessare il contratto con l’azienda calabrese fornitrice dei servizi di e quindi, senza più commesse sufficienti a garantire le attività quelle sedi saranno chiuse.

A renderlo noto, annunciando anche l’apertura dello stato di agitazione, sono le segreterie nazionali e territoriali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, e le Rsu delle rispettive sedi che questa sera, 18 dicembre, hanno incontrato i rappresentanti dell’azienda Abramo attualmente in amministrazione straordinaria. «La società – hanno spiegato i sindacati – ha informato che Tim, con decorrenza 1 gennaio 2024, ha comunicato la cessazione del contratto commerciale per le attività di consumer sia lato fisso che mobile, oltre alle attività tecniche del 187, confermando, al contempo, il contratto relativo alle attività business. Secondo la missiva inviata dalla committente Tim, non si tratterebbe di un cambio di appalto, in quanto le attività cessate non saranno gestite da altri fornitori».

TIM CHIUDE I CONTRATTI CON ABRAMO CC, A RISCHIO QUASI 500 POSTI DI LAVORO

Di conseguenza «i rappresentanti aziendali hanno comunicato che, a seguito della disdetta del contratto commerciale di Tim per le attività consumer (119, 187, digital care, 187 tecnico), loro malgrado, sarà complicato, se non addirittura inutile, proseguire con il mantenimento delle sedi di Montalto Uffugo, Catanzaro, Palermo». La Abramo Customar Care, con sede principale a Crotone, conta ad oggi 1070 dipendenti e, sostengono i sindacati «questa decisione del committente Tim impatterà su 493 dipendenti, tra Catanzaro, Cosenza e Palermo, che a partire dal 1 gennaio saranno collocati in cassa integrazione a zero ore».

Una decisione che pone i sindacati sul piede di guerra nei confronti di Tim tanto che ne «stigmatizzano fortemente il comportamento» sostenendo che «non è accettabile per la più grande azienda del comparto delle telecomunicazioni eludere una legge dello Stato (L.11/2016) e quanto sancito dall’art.53 bis del Ccnl delle telecomunicazioni». Ma ancor più grave è «cessare i contratti commerciali ad una azienda in procedura concorsuale, gestita da pubblici ufficiali impegnati nel bando di gara per la “vendita” dell’azienda, da parte di una committenza che conta tra i propri azionisti anche Cassa Depositi e Prestiti, su cui saranno valutati eventuali profili di illegittimità».

CHIESTO UN INCONTRO CON I MINISTERI DEL LAVORO E DELLE IMPRESE E DEL MADE IN ITALY

Visti i tempi strettissimi i sindacati hanno annunciato la volontà di richiedere «ad horas, un incontro urgente ai ministeri del Lavoro e delle Imprese e del Made in Italy, coinvolgendo direttamente la committenza Tim». Per dare maggior forza alla richiesta, come detto, hanno anche proclamato lo stato di agitazione di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori di Abramo, riservandosi nelle prossime ore di comunicare le azioni e le iniziative che saranno realizzate »per scongiurare un dramma occupazionale, difendendo l’occupazione di 493 lavoratori tra Calabria e Sicilia».

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