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Gli agricoltori calabresi in piazza San Pietro

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Gli agricoltori calabresi regalano un trattore a Papa Francesco. «La Segreteria di Stato Vaticana ci ha invitati ad entrare in piazza».


CROTONE – Gli agricoltori in rivolta hanno donato (per il momento solo idealmente) a Papa Francesco un trattore, simbolo della loro fatica, ieri mattina, 19 febbraio, all’Angelus, ma faranno una colletta per poter concretizzare il dono. Uno dei fondatori del Maf (Movimenti agricoli federati), il crotonese Pietro Megna, chiarisce: «Siamo stati invitati sabato dalla Segreteria di Stato Vaticana ad entrare in piazza San Pietro, e la stessa Segreteria ci ha autorizzato a portare il trattore».

Altri due portavoce del Maf, Roberto Rosati e Candido, sono stati, invece, autorizzati a consegnare presso un ufficio del Vaticano una lettera destinata proprio al Papa. «Da settimane, con orgoglio e tenacia- scrivono gli agricoltori a Bergoglio- stiamo manifestando, affinché gli organi di governo e i cittadini ascoltino la nostra proposta di riforma del settore agricolo. Siamo profondamente preoccupati- confessano- per le sorti dell’agricoltura, il governo deve darci risposte concrete, non possiamo più aspettare, le generazioni future non possono più aspettare».

Gli scriventi argomentano: «L’uomo non è padrone delle nostre amate terre ma solo il loro custode. La terra è fonte di vita ma noi agricoltori siamo colpiti continuamente da politiche economiche e agrarie non adeguate, speculative e inique. La nostra voce- sottolineano- non si fermerà, percorreremo le strade del dialogo e della perseveranza con dignità e convinzione per arrivare a traguardi concreti». Con immensa gratitudine- concludono – «la ringraziamo, Santo Padre, per averci accolti e invochiamo il suo sostegno e la sua benedizione. Le doniamo un trattore, simbolo della nostra fatica».

AGRICOLTORI CALABRESI: «UNA COLLETTA PER REGALARE UN TRATTORE AL PAPA»

In realtà, il trattore non è rimasto in piazza. «Il mezzo è di proprietà di un agricoltore catanzarese, al termine dell’Angelus lo abbiamo portato via. Faremo una colletta per regalarne uno identico al Papa», rivela l’imprenditore cutrese, Armando Galdy. La benedizione papale ha rincuorato la categoria, che continua, però, ad essere divisa. 

A Roma si susseguono le manifestazioni di protesta, che vengono organizzate separatamente dai vari gruppi in zone diverse. Il 15 febbraio, il movimento “Cra agricoltori traditi” hanno protestato al Circo Massimo contro le politiche del governo e dell’Ue. Sabato 17, invece, cinque trattori, partiti dal presidio formato sulla Nomentana, sono giunti nella centralissima piazza della Bocca della Verità, dove si è tenuta l’annunciata manifestazione del Maf (Movimenti agricoli federati), insieme a una rappresentanza di Riscatto agricolo e a quattordici delegazioni regionali. «Il nostro cibo non si tocca», si leggeva sui cartelli esposti. 

«ABBIAMO CHIESTO LE DIMISSIONI DEI DIRIGENTI REGIONALI DI CIA, CAPOGRI, COLDIRETTI E CONFAGRICOLTURA»

Pietro Megna anticipa al Quotidiano: «Fra martedì e mercoledì, dobbiamo eleggere il direttivo del movimento. Abbiamo dovuto lavorare sullo statuto, anche se il lavoro più importante è stato raggruppare tutti, da Lampedusa fino alle Alpi». Gli agricoltori del Crotonese hanno chiesto, giorni fa, “in maniera decisa” le dimissioni di tutti i dirigenti regionali di Cia, Copagri, Coldiretti e Confagricoltura. A loro dire, non avrebbero rappresentato le istanze della categoria ai tavoli istituzionali. Nella Capitale, sono, pertanto, impegnati a costituire il Maf (Movimenti agricoli federati) per poter partecipare direttamente alla trattativa con il Ministero dell’agricoltura. Dalla Giunta Occhiuto si aspettano, quindi, che deliberi la richiesta allo stesso Ministero di declaratoria dello stato di calamità naturale per l’eccezionale siccità, che si sta registrando nell’intero territorio regionale. 

L’agronomo Vincenzo Rota puntualizza a tal proposito: «Gli agricoltori sono consapevoli che non riceveranno aiuti concreti in termini economici, chiedono, però, che venga perlomeno aumentata l’assegnazione di gasolio per i maggiori consumi e di non pagare tasse su un reddito non percepito, il rinvio delle cambiali agrarie, l’esenzione dei contributi Inps, prestiti agrari agevolati per poter anticipare i costi per le prossime colture». Insomma, oltre a non avere il raccolto dell’annata, dovranno sostenere le spese per le prossime coltivazioni.

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