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IL G7 a presidenza italiana si avvicina e sarà al Sud: dal 13 al 15 giugno 2024 i Grandi della terra si riuniranno in Puglia, in un lussuoso resort in località Savelletri di Fasano, a Borgo Egnazia. E, con doveroso anticipo, il governo ha inviato alle Camere, il 19 gennaio scorso, il decreto-legge, n° 5 (la numerazione sembra indicare che, nei 18 giorni precedenti, si erano già fatti altri quattro decreti legge). Il decreto reca «disposizioni urgenti per la realizzazione degli interventi infrastrutturali connessi con la presidenza italiana del G7». Adesso questo decreto, che dovrà essere convertito entro il 19 marzo, è diventato l’Atto Camera 1658, ed è all’esame delle Commissioni, per il merito e per i pareri.

GLI INTERVENTI

Nella commissione Bilancio il relatore Andrea Mascaretti (Fratelli d’Italia) descrive il provvedimento, che comincia con l’affidare a un Commissario tutti gli «interventi infrastrutturali» che saranno necessari. In effetti, data la ristrettezza dei tempi, non si possono affidare gli interventi alle defatiganti procedure della burocrazia locale e centrale. Potrà essere un buon esercizio per altri affidamenti commissariali che, si suppone, dovranno essere messi in essere per riuscire a velocizzare tanti altri progetti connessi al Pnrr. Il Commissario riceverà un emolumento tutto sommato modesto: 50mila euro. E gli interventi infrastrutturali? Questi costeranno un po’ di più: 18 milioni di euro. E il finanziamento, stando a quanto assicura il relatore, è stato trovato nelle famose “pieghe del bilancio”.

La ricerca deve essere stata ardua, dato che i 18 milioni sono stati divisi in tre parti (come la Gallia di Giulio Cesare). La prima “piega” va a pescare (per 5 milioni di euro e rotti) nel Fondo per le esigenze indifferibili, che per l’anno 2024 reca una ricca dotazione di quasi 89 milioni. E in effetti questa spesa per il G7 di giugno è indifferibile (non sarà mai oggetto di qualche comma del “milleproroghe”). La seconda “piega” va a prender soldi (2 milioni e 200mila euro) nel Fondo speciale di parte capitale del ministero degli Esteri, relativo al bilancio triennale 2024-2026.

LE RISORSE DISPONIBILI

La terza e ultima “piega” va a pescare nelle autorizzazioni di spesa di una legge del 29 dicembre 2022, destinate al finanziamento del contratto di programma 2021-2025 tra il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e la società Anas Spa. Niente da eccepire, dunque, dato che il relatore assicura anche che, da interrogazioni alla Banca dati della Ragioneria generale, tutte queste fonti di finanziamento recano le necessarie disponibilità, e il governo, per bocca della sottosegretaria Lucia Albano, assicura che questi finanziamenti non recano pregiudizio agli interventi programmati a legislazione vigente a valere sulle medesime risorse. L’opposizione non ha fiatato, come è forse giusto, dato che si tratta di far fare bella figura all’Italia, e la Commissione ha dato parere favorevole.

Non è la prima volta che il G7 si riunisce nel Sud d’Italia. La presidenza ruota ogni anno, e le riunioni si svolgono nel Paese della presidenza. L’Italia, con metronomica regolarità, ogni sette anni ospita il G7. Il quale sorse come G4 (Usa, Uk, Francia e Germania) in occasione della prima crisi petrolifera nel marzo 1973. Dopo qualche mese si aggiunse il Giappone (G5), nel 1975 l’Italia (G6), e infine, nel 1976, il Canada (e arriviamo al G7).

RUSSIA IN&OUT

Andò avanti così per vent’anni, fin quando qualcuno disse che bisognava aiutare la Russia a democratizzarsi, e il G7 diventò dapprima un “G7+1” e poi, nel 1997, un vero e proprio G8. Fino a quando, nel 2014, la Russia venne scaricata dopo la forzata annessione della Crimea. Così, il “G8-1” ridivenne G7. Nel 2020 gli Usa, con Donald Trump, e l’Italia, con “Giuseppi” Conte, proposero di far tornare la Russia nel consesso, ma gli altri si opposero (e fu un “no” lungimirante, visto quel che è successo in seguito…). Ma torniamo alle presidenze italiane, con annesse locazioni. La prima fu a Venezia (Cossiga, 1980), la seconda, sempre a Venezia (Fanfani, 1987). Il G7 si ritrovò al Sud, a Napoli, nel 1994 (Berlusconi, ma fu Ciampi a voler fermamente Napoli). La quarta a Genova (Berlusconi, 2001). La quinta a L’Aquila (Berlusconi, ancora lui, nel 2009 – l’ingresso della Russia aveva allungato la rotazione di un anno). Poi Taormina, nel 2017 (Gentiloni). E infine, nel 2024, Borgo Egnazia, dove il G7 celebrerà anche un numero tondo, la 50esima riunione. Auguri.


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