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Ennesima aggressione al pronto soccorso dell’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia: un paziente lancia sull’infermiere del triage schermo e tastiera del pc


VIBO VALENTIA – Si avviano a diventare, purtroppo, una deprecabile costante all’ospedale Jazzolino le aggressioni, sia verbali che fisiche, ai danni del personale in servizio. Ad essere maggiormente presi di mira, stando ai più recenti episodi, sono gli addetti (infermieri ed operatori socio-sanitari) del servizio triage, principale porta d’ingresso del nosocomio in caso di emergenza urgenza. L’ultima aggressione si è verificata ieri pomeriggio attorno alle 14, protagonista S. P., un paziente di Polia che pare abbia problemi di natura psichiatrica o d’altro tipo.

LA DINAMICA DELL’AGGRESSIONE AL PRONTO SOCCORSO DI VIBO

Un po’ confusa la dinamica dell’episodio. Secondo quanto è stato possibile apprendere, arrivato al triage per via di alcune ferite per una caduta dalla bicicletta l’uomo è stato regolarmente preso in carico dall’infermiere e poi suturato e trattato dai sanitari di servizio. E’ stato quindi mandato in radiologia per una tac che egli però avrebbe rifiutato di fare perché, così avrebbe lamentato, non si sentiva bene. Tornato al triage si è steso su una barella ma poco dopo ha iniziato a dare in escandescenze contro l’infermiere: «O mi fate la tac o t’ammazzo» – gli avrebbe urlato, fuori di sé. E, afferrata tastiera e schermo del pc, li avrebbe scagliati contro il malcapitato, colpendolo in pieno.

L’ARRIVO DELLE FORZE DELL’ORDINE

Insomma, momenti indubbiamente concitati, con il paziente che si è poi calmato all’arrivo di una pattuglia radiomobile dei carabinieri che hanno verbalizzato il tutto. L’episodio verrà ovviamente segnalato alla procura della repubblica. Si procede, innanzi tutto, per danneggiamento, quello constatato dai militari. Quanto all’aggressione all’infermiere, che è stato regolarmente refertato, si procederà solo in presenza di una querela di parte.

GLI EPISODI REITERATI E L’APPRENSIONE DEI DIPENDENTI DEL TRIAGE

Allo Jazzolino, come si diceva all’inizio, simili episodi si susseguono con preoccupante frequenza e i continui tavoli finora convocati dopo ogni episodio, dal commissario straordinario Battistini o dal prefetto Grieco, non sembrano ottenere risultati. E così il personale del triage, e più in generale, di tutto il pronto soccorso resta pericolosamente esposto. Una situazione che mette gli interessati in costante apprensione e potrebbe portare a breve anche alla proclamazione dello stato di agitazione.
«Siamo qui per lavorare, per occuparci dei pazienti – commenta amareggiato un infermiere che ha chiesto l’anonimato – ma abbiamo il diritto di farlo in piena sicurezza». Come dargli torto?

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