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Stretta di mano tra il ministro Fitto e il presidente della Regione Campania De Luca

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«CON la Zes unica attireremo nel Sud i grandi investitori internazionali»: il ministro per gli Affari europei e le Politiche di coesione, Raffaele Fitto, non le manda di certo a dire nel suo tour napoletano di ieri, soprattutto quando specifica: «Il resto sono solo chiacchiere, non partecipo a un dibattito surreale: abbiamo sottoscritto 17 accordi su 21 regioni, lavoriamo con le altre; problemi con la Campania? Io non ho problemi con nessuno».

Un tour in cui Fitto si è trovato faccia a faccia con il suo acerrimo oppositore, Vincenzo De Luca, nel corso del convegno alla Galleria d’Italia a Napoli, a cui non risultava tra i relatori. Lasciando la sala il ministro si è avvicinato alla prima fila dove era seduto il Governatore della Campania e i due si sono stretti la mano. Fitto si è poi allontanato. Tutto questo dopo scontri a suon di dichiarazioni e di atti ufficiali, come denunce, che ci sono stati negli ultimi mesi. Alle giornate di “Merita” sull’Agenda Sud 2030, Fitto e De Luca in un primo momento si sono ignorati. Il primo ad arrivare è stato De Luca, seduto in prima fila, poi Fitto che ha preso parte al tavolo dei relatori.

“Non sono abituato a commentare le sentenze però la lettura della sentenza indica in modo molto chiaro che le ragioni del Governo sono più che tutelate” spiega Fitto rispondendo a chi gli chiede un parere sulla pronuncia del Tar Campania in relazione alla materia dei fondi Sviluppo e Coesione. “Spesso – sostiene Fitto – si semplifica la comunicazione anziché leggere le sentenze. Invito tutti a leggere le sentenze per capire che non c’è nulla che blocca in alcun modo il lavoro che stiamo portando avanti”.

Tra gli interventi spicca quello del presidente della fondazione “Merita” Gian Maria Gros-Pietro. “Il Mezzogiorno non è affatto il deserto industriale che talvolta viene falsamente dipinto. Se fosse uno Stato, sarebbe al 7° posto tra i paesi manifatturieri d’Europa per numero di imprese, con una marcata concentrazione in settori chiave come l’aerospazio, l’automotive, l’agroalimentare, l’abbigliamento-moda e il farmaceutico – ha sottolineato – Il suo tessuto produttivo si sta irrobustendo: a fine 2023, le Società di Capitale attive nel Mezzogiorno erano oltre 408mila, il 30% del totale italiano. La grande impresa è presente con circa 60 realtà, soprattutto in Campania e Puglia, con una potenzialità di traino nella transizione economica. È significativa anche la presenza di imprese innovative, che noi di Intesa Sanpaolo sosteniamo attraverso il nostro Innovation Hub, il Laboratorio ESG, Agritech e Terra Next”.

Altra tappa importante del ministro Fitto è stata quella alla sede dell’Unione degli Industriali di Napoli. “Noi abbiamo sostanzialmente oggi 900 milioni sul Pnrr e 240 sul Piano nazionale complementare, e 2 miliardi e 200 milioni di risorse nazionali per gli investimenti in sanità che non sono in alcun modo programmati, quindi complessivamente non abbiamo nessun tipo di problema per coprire questi interventi. Ecco perché sinceramente non comprendo la polemica, sono convinto che a un tavolo di confronto con le regioni si definiranno questi aspetti” ha spiegato Fitto in merito alla polemica determinata dalla recente denuncia della Conferenza Stato Regioni sul definanziamento da 1,2 miliardi sui progetti di edilizia sanitaria, un allarme che era stata lanciato dalla Corte dei Conti. Il ministro Fitto ha spiegato che “abbiamo avuto dei finanziamenti che erano stati fatti con delle risorse nazionali inserite nel Pnrr e nel Piano nazionale complementare. In una prima fase abbiamo spostato questi investimenti perché non erano coerenti con il Pnrr, di intesa con la Commissione europea, e perché mai avrebbero rispettato i tempi del Pnrr, li abbiamo spostati sulle fonti di finanziamento dalle quali provenivano. Stessa cosa con il Pnc, per quanto riguarda la misura ospedale sicuro complessivamente c’erano 3 miliardi e 100 milioni di progetti”.

Il ministro Fitto ha poi ricordato: “Con il ministro Schillaci abbiamo inviato una lettera a firma congiunta per avere un quadro chiaro della situazione e degli investimenti in sanità soprattutto al Sud perché in molti casi bisogna anche definire e capire quali sono le tempistiche e il livello di avanzamento dei progetti”. Altro tema di grande importanza affrontato è stato quello della Zona Economica Speciale. “Vedo la logica delle otto piccole Zes assolutamente inadeguata alla sfida che abbiamo davanti. Una grande Zes al centro del Mediterraneo può essere invece un luogo strategico per costruire condizioni di sviluppo” ha sottolineato il ministro. “Lavoriamo per la predisposizione di un piano strategico della Zes unica al Sud con una cabina di regia – ricorda Fitto – e il lavoro è già avviato, per costruire un piano strategico che copra gli elementi di criticità non presenti negli otto piccoli piani strategici. Oggi il tema del sostegno all’economia meridionale è fondamentale e l’obiettivo della Zes è essere un luogo di attrazione di investimenti a livello internazionale, perché solo così si è competitivi”.

Fitto annuncia infine che, nei prossimi giorni, sarà portata in Parlamento “una relazione sulla fotografia delle otto Zone economiche speciali”, perchè “penso che sia importante rappresentare la situazione reale delle Zes rispetto al tipo di investimento e alle modalità di investimento, nonchè alla tempistica per fare questo”.


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