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Era stato condannato in primo grado nel 2020, l’avvocato Scaramuzzino, per truffa ed estorsione dal Tribunale di Lamezia; ora assolto in appello


LAMEZIA TERME – In primo grado a ottobre del 2020 il tribunale di Lamezia condannò quattro imputati, assolvendone uno (accusati, a vario titolo, di estorsione, truffa a danno di due compagnie assicurative, lesioni gravi e violenza privata, tutti aggravati dalle modalità mafiose). Fra i condannati l’avvocato Giovanni Scaramuzzino, 44 anni, che era stato condannato a 5 anni, 4 mesi e 4500 euro di multa, condannato anche, insieme agli altri imputati, a risarcire la somma di37.700 euro alla parte civile. Ma ora la Corte d’Appello (presidente Alessandro Bravin) ha assolto l’avvocato Scaramuzzino (annullando ancheil risarcimento danni alla parte civile) «per non aver commesso il fatto». Scaramuzzino, difeso dagli avvocati Gambardella e Siracusano, era accusato di una truffa assicurativa in concorso ed estorsione aggravata dal metodo mafioso. Tutte accuse che però in appello sono cadute.

L’ORIGINE DEL PROCESSO E LA CONDANNA PER TRUFFA ED ESTORSIONE

Il processo scaturisce da una vicenda iniziata il 26 luglio del 2010quando un falegname, A.D.V. andato a chiedere spiegazioni dopo che il figlio minore sarebbe stato malmenato, sarebbe stato picchiato fino a farlo svenire anche con l’utilizzo di una mazzetta di ferro e sfregiato al volto con un taglierino. E quando l’artigiano era in ospedale, la vittima sarebbe stata costretta a non denunciare l’aggressione alle forze dell’ordine al quale avrebbe dovuto invece raccontare che le sue lesioni erano dovute a un incidente stradale. L’artigiano non avrebbe nemmeno incassato l’intera somma del risarcimento assicurativo del falso incidente stradale. 

Alla fine dopo le indagini della Finanza finirono a processo, con l’accusa di lesioni personali gravi e concorso in violenza privata, Franco e  Luigi Trovato, detto “Gino”, rispettivamente di 44 e50 anni (Luigi è poi deceduto a marzo 2022) e Antonio Voci, 53 anni (in primo grado condannato a 7 anni e mezzo di carcere e 6500 euro di multa, condanna definitiva perché ha rinunciato all’appello)  e di estorsione aggravata in concorso contestata a Voci e ai due fratelli Trovato nonché all’avvocato Scaramuzzino, che avrebbe curato la pratica assicurativa, il tutto aggravato dalle modalità mafiose. Ai fratelli Franco e Luigi Trovato, Voci e Scaramuzzino era stato contestato anche il danneggiamento fraudolento di beni assicurati in concorso con Francesco Cosentino (proprietario dell’auto che sarebbe stata utilizzata per un falso incidente, assolto in primo grado).

LE ACCUSE E LA PRATICA CURATA DA SCARAMUZZINO

Secondo le accuse, dopo l’aggressione, i fratelli Trovato, insieme a Voci, avrebbero costretto l’artigiano ricoverato in ospedale a omettere di denunciare alle autorità l’aggressione e di dichiarare falsamente ai sanitari di essersi procurato le lesioni in un incidente stradale, minacciando la vittima di ritorsioni. I fratelli Trovato e Voci avrebbero costretto la vittima a partecipare alla truffa assicurativa (ora in appello dichiarata prescritta oltre che esclusa l’aggravante mafiosa) la cui pratica sarebbe stata curata dall’avvocato Scaramuzzino interessato da Franco Trovato, condannato (quest’ultimo) in primo grado a 7 anni e 6 mesi con pena ora ridotta e rideterminata in appello a 7 anni e 5 mesi).

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