Domenico Parise
2 minuti per la letturaNon è una moda né un’allergia, ma una malattia che richiede attenzione, consapevolezza e supporto concreto.
Il 16 maggio è la Giornata Mondiale della Celiachia, condizione che nel 2025 continua ad essere un limite. È evidente il bisogno di sensibilizzare, raccontare i disagi di chi ci convive e saper distinguere la diagnosi.
La celiachia è riconosciuta come “malattia sociale” solo nel 2005 e patologia cronica solo dal 2017 e sono tuttora tanti i falsi miti. Per fare chiarezza ci siamo rivolti a Domenico Parise, dottore Magistrale in Scienze della Nutrizione. La celiachia non è un’allergia né un’intolleranza alimentare poiché il meccanismo è immunomediato. Il glutine è una macroproteina e al suo interno sono presenti altre proteine come la glutenina e la gliadina che va a indurre questa risposta autoimmune.
Ci spiega Parise: «la diagnosi è molto complessa, esistono diverse tipologie di celiachia, come quella tipica, silente, potenziale. I sintomi cambiano in base all’età: nei bambini ritardo della crescita, distensione addominale, carenze nutrizionali. Negli adulti anemia, osteoporosi, complicazioni nella gravidanza o infertilità, disturbi del ciclo mestruale come amenorrea ed oligomenorrea».
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Celiachia: gluten free consapevole
Ci si chiede perché ad oggi non esiste una pillola ad hoc e il dottore Parise risponde «anche se vi è un farmaco in via sperimentale, il larazotide acetato, ciò non basta in quanto si dovrebbe somministrare ogni volta in cui si introduce il glutine, e sebbene possa concedere a chi ne soffre un piccolo sgarro alla dieta, l’alimentazione priva di glutine rimane l’unica terapia valida». Egli invita a far attenzione al marchio gluten free, e a controllare le etichette perché la contaminazione crociata è un problema che si riscontra facilmente. Anche i locali con menù gluten free non sempre rispettano le norme dall’Associazione Italiana Celiachia secondo un’indagine del 2022 su locali AFC e Non AFC. Bisogna istruire il personale, possedere locali con attrezzature dedicate e un impegno che non deve essere sottovalutato.
Tra le fake news sulla celiachia vi sono: la moda di mangiare gluten free pensando faccia dimagrire; pensare che mangiare un alimento che contiene solo in piccola parte glutine non faccia male al soggetto celiaco. Ma: «La diagnosi non è una condanna ma un nuovo inizio poiché si può subito intervenire facendosi seguire da professionisti. Eliminando il glutine ritorna l’energia, scompaiono i sintomi e si migliora la qualità della vita», precisa Parise, rivolgendosi a chi ha scoperto da poco di essere celiaco. Suggerisce inoltre di frequentare associazioni mirate per poter includere il soggetto celiaco tra chi non vive questa condizione.
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