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Matteo Salvini anche dal Meeting di Rimini rilancia sul Ponte sullo Stretto e garantisce a tutti: «Lo faremo e inviterò Macron ad attraversarlo in auto, possibilmente non elettrica»


RIMINI – Torna sul Ponte sullo stretto di Messina il ministro dei trasporti Matteo Salvini che dagli stand del meeting di Rimini non ha rinunciato a richiamare l’attenzione dei presenti e dei giornalisti sul progetto chiave del suo mandato da ministro.

«Lo facciamo davvero questa volta, però dovete aspettare ancora un po’ perché ci vogliono sette anni per costruirlo. Però lo facciamo davvero». Convinto della strada da percorrere e sicuro del fatto che sarà percorsa Salvini ha garantito che «il prossimo anno conto di tornare qui a Rimini con tanti nuovi cantieri e con la posa della prima pietra del Ponte sullo Stretto. Qualcuno non vuole il ponte in Italia perché lo fa Salvini, ma lo fanno tanti ingegneri».

Detto ciò Salvini ha anche riconosciuto di essere particolarmente orgoglioso di «dare il via a un’opera pubblica che riporterà in Italia tanti ingegneri e giovani che scappano dall’Italia perché qui non c’è lavoro. Entro settembre si parte con i lavori e pre-cantierizzazione, è motivo di orgoglio per tutta la squadra per un progetto dove fior di giornalisti dicevano ‘non ce la faranno mai».

MATTEO SALVINI, IL PONTE SULLO STRETTO E IL PRESIDENTE FRANCESE EMMANUEL MACRON

Poi non manca la sottile polemica con il presidente della Repubblica francese dopo le tensioni degli scorsi giorni: «Inviterò Macron ad attraversare il Ponte con l’auto, non elettrica possibilmente». E sempre sulla recente polemica con i cugini d’oltralpe, ha aggiunto: «Dire a una persona che reiteratamente dice che siamo pronti a combattere, mentre io non ho intenzione e se vuoi ci vai tu, non è un insulto ma un ragionamento. Poi magari gli hanno tradotto male ‘attaccati al tram’, ma è un modo simpatico per dire ‘avviati tu’». In conclusione sulla polemica, poi, Salvini ha chiosato «con tutto il rispetto per la massima carica francese, credo che lì abbiano qualche problema più rilevante più che le dichiarazioni di Salvini. Posso solo ribadire che il governo italiano non manderà mai un soldato italiano a sparare in Russia o in Ucraina, punto», aggiunge.

L’IDEA DI EUROPA E IL DISCORSO DI DRAGHI

L’ultimo passaggio del proprio intervento Salvini l’ha riservato all’ex presidente del Consiglio Mario Draghi e al suo intervento proprio al Meeting di Rimini. Il ministro dei Trasporti ha ribadito che sull’Europa «condivido l’analisi di Draghi di qualche giorno fa, che è la stessa analisi della Lega di 20 anni fa. Draghi dice: oggi non funziona quindi bisogna mettere più… invece che più Europa io dico che serve più democrazia. Condivido una parte del discorso di Draghi – ribadisce -, ma io dico che bisogna tornare a quello che i padri fondatori pensavano, ovvero una comunità economica che lascia i singoli Stati in grado di esprimere al meglio le proprie peculiarità», ha concluso.

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