INDICE DEI CONTENUTI
- 1 Un convegno profondamente attuale: la nuova legge e la svolta nella tutela delle vittime
- 2 Le voci delle istituzioni: responsabilità, impegno, coraggio
- 3 Convegno “Non sei sola”: le testimonianze
- 4 L’arte come cura, rete e simbolo
- 5 Il messaggio che proviene dai bambini
- 6 Lo sport che dice “basta”: l’intervento del Cosenza Calcio
- 7 Convegno “Non sei sola”: conclusioni con uno sguardo al futuro
Al Museo del Presente di Rende, questo pomeriggio (28 novembre), si terrà il convegno “Non sei sola”. Un appuntamento che unisce arte, sport, testimonianze e istituzioni in un’unica grande voce collettiva, per ricordare che la prevenzione non nasce negli uffici né si esaurisce nelle aule giudiziarie: inizia nelle case, nelle scuole, nei linguaggi che gli adulti usano ogni giorno, negli sguardi che formano gli uomini e le donne di domani.
RENDE (COSENZA) – Il 25 novembre ha segnato, come ogni anno, la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne. Una data che non può, e non deve, esaurirsi in ventiquattr’ore di celebrazioni. Perché la violenza non si ferma il giorno dopo. Le sue ferite restano nelle case, nei corpi, nelle storie di chi sopravvive e di chi non ce l’ha fatta. Ed è proprio per tale ragione che questo pomeriggio (28 novembre), alle ore 17, la Sala Londra del Museo del Presente di Rende diventerà uno spazio necessario: un luogo dove la riflessione non si disperde, ma si trasforma in responsabilità collettiva. Un luogo dove le parole diventano impegno. A moderare l’incontro sarà Anna Maria Coscarello per guidare un dialogo che non vuole lasciare zone d’ombra.
Un convegno profondamente attuale: la nuova legge e la svolta nella tutela delle vittime
Il 25 novembre ha rinnovato un’urgenza che non è più rimandabile: fermare la violenza contro le donne. Le piazze, le scuole, le istituzioni hanno ricordato le vittime. Ma è nei giorni successivi che si misura davvero la volontà di cambiamento. Per questo il convegno del 28 novembre, non è un semplice appuntamento: è un proseguire, un agire, un prendere posizione.
Il 2025 segna l’entrata in vigore della nuova legge sul femminicidio, una risposta dello Stato alle richieste pressanti di tutela e prevenzione. Una legge che rafforza le pene, accelera gli interventi, amplia gli obblighi per chi riceve segnalazioni di violenza, introduce strumenti più rapidi per proteggere le vittime e monitorare gli aggressori, e riconosce con maggiore chiarezza il femminicidio come crimine radicato in una cultura di dominio e disuguaglianza. È un cambiamento atteso, un segnale che qualcosa si muove. Ma è anche un potente richiamo: nessuna legge può essere efficace se la società non cambia insieme ad essa. Ed è proprio in questo solco che si inserisce il convegno “Non sei sola”.
Le voci delle istituzioni: responsabilità, impegno, coraggio
Ad intervenire saranno figure che operano quotidianamente a contatto con le fragilità, le denunce, i silenzi e le rinascite:
- Rossella Gallo, consigliera comunale di Rende;
- Marina Pasqua Cucchetti, avvocata penalista del CAV Roberta Lanzino;
- Elisa Scutellà, consigliera della Regione Calabria;
- Veronica Buffone, assessora al Welfare di Cosenza;
- Angelica Perrone, Rifondazione Comunista Calabria.
Voci diverse, ruoli diversi, un’unica direzione: costruire un territorio capace di ascoltare, prevenire, intervenire. Le loro voci porteranno uno sguardo concreto su quanto ancora resta da fare, ma anche sulla forza di una rete territoriale che non smette di crescere.
Convegno “Non sei sola”: le testimonianze
Il cuore emotivo dell’evento sarà affidato alle testimonianze: quelle che non si leggono nei numeri, ma nei respiri trattenuti di chi parla. La scrittrice Barbara Modaffari racconterà il percorso contenuto nel suo libro “Ma io non”, storia di dolore e di resistenza. Francesco Vigna, figlio di Anna Morrone, porterà la testimonianza di chi vive sulla pelle il dolore di una vita spezzata. E l’intenso monologo di Fernanda Paletta renderà palpabile ciò che spesso resta invisibile: la solitudine, il peso, la resistenza delle donne che cercano una via d’uscita.
L’arte come cura, rete e simbolo
Alcune ragazze intrecceranno un gomitolo di lana creando una rete di sostegno: un gesto semplice che diventa metafora di comunità, unione, sorellanza. Poi, il silenzio eloquente di una modella in abito rosso, il colore simbolo delle vittime di femminicidio, scenderà nella sala come un atto di memoria e responsabilità. Un abito, un passo, un silenzio che parla più di qualunque discorso.
Il messaggio che proviene dai bambini
Nel pubblico, bambini con una maglietta rossa reciteranno un messaggio che vale più di mille statistiche: “Il rispetto si impara da piccoli e cresce con gli adulti che ascoltano”. Una frase semplice, ma potentissima. Una verità dirompente. Perché la prevenzione non inizia negli uffici né nelle aule giudiziarie: inizia nelle case, nelle scuole, nel linguaggio che gli adulti offrono come esempio, negli sguardi che formano gli uomini e le donne di domani.
Lo sport che dice “basta”: l’intervento del Cosenza Calcio
Ospite speciale sarà un calciatore del Cosenza Calcio: Christian Kouan parlerà dell’importanza di trasformare lo sport in un terreno fertile di rispetto e parità. Un messaggio forte, perché la cultura del rispetto si costruisce anche negli spogliatoi e sui campi di gioco.
Convegno “Non sei sola”: conclusioni con uno sguardo al futuro
Chiuderanno l’incontro le deputate Vittoria Baldino e Anna Laura Orrico, che porteranno al centro la sfida politica e sociale lanciata dalla nuova legge sul femminicidio: rafforzare la prevenzione, proteggere concretamente chi denuncia, riconoscere il fenomeno come sistemico e non episodico.
Ma la verità è una sola: nessuna legge, da sola, potrà salvarci. Serve una società capace di guardarsi allo specchio e dire: io ci sono. Ed è qui che, ancora una volta, risuonerà il messaggio più importante. Non una commemorazione, ma un impegno. Non una promessa, ma un’azione. Non un giorno isolato, ma una strada che prosegue verso la consapevolezza. Un giorno che non si limita a parlare: agisce. Un giorno che guarda le donne negli occhi e dice con forza: Non sei sola.
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