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L’assessore regionale al Turismo Giovanni Calabrese replica alle polemiche sulle esclusioni relative al bando “La Calabria che incanta” e ribadisce la “trasparenza” nell’operato del dipartimento
CATANZARO – “In merito alle considerazioni relative all’Avviso ‘La Calabria che incanta’, come ben si sottolinea, la nostra Regione ha ormai consolidato una presenza significativa nel panorama degli eventi di grande richiamo, frutto di competenza, passione e professionalità, che ci rendono orgogliosi e riconosciuti a livello nazionale ed internazionale. Leggiamo le criticità sollevate da alcuni organizzatori di eventi. Sicuramente condividiamo l’importanza di valorizzare e sostenere le manifestazioni che rappresentano il volto autentico del nostro territorio, contribuendo alla promozione turistica della Regione. Siamo disponibili, come più volte dimostrato, ad ascoltare le esigenze di tutti gli attori del settore”.
Queste le parole dell’assessore al Turismo della Regione Calabria, Giovanni Calabrese sulle recenti polemiche relative all’avviso pubblico “La Calabria che incanta”. Una discussione che parte dalle “modalità di selezione e dalle norme applicate”, per le quali “il Dipartimento ha agito garantendo trasparenza, equità e coerenza con le finalità dell’Avviso”. Evidenziando in particolare “l’attività di verifica della ricevibilità e ammissibilità delle istanze svolta nel rispetto delle disposizioni contenute negli articoli 1, 3 e 4 dell’Avviso”.
“Dall’istruttoria effettuata sono emerse alcune ricorrenti casistiche di non ammissibilità. Nello specifico numerose associazioni partecipanti risultano costituite mediante scrittura privata, regolarmente registrata presso l’Agenzia delle Entrate con attribuzione del codice fiscale. Tuttavia, tali soggetti non possono essere qualificati come fondazioni o associazioni riconosciute ai sensi della normativa richiamata e, pertanto, risultano non ammissibili. Ancora, tra le istanze pervenute figurano progetti presentati da Fondazioni e/o Associazioni che svolgono prevalentemente attività teatrali o propongono cartelloni di spettacoli teatrali. Tale tipologia non rientra tra quelle previste dall’Avviso. Inoltre, non è coerente con la finalità principale dello stesso”. Il bando infatti, secondo Calabrese “mira a promuovere un’offerta turistica strutturata e attrattiva, valorizzare il territorio attraverso eventi di rilevanza turistica, favorire modelli di promozione radicati nel contesto locale”.
Per questi motivi, spiega Calabrese, “le proposte sono considerate non ammissibili. Si precisa altresì che il teatro rientra tra le tematiche di competenza del Dipartimento Cultura ed è pertanto oggetto di specifico e distinto Avviso pubblico. ‘Calabria che incanta’, inoltre, stabilisce che gli eventi finanziabili devono avere una durata minima di 1 giorno e massima di 8 giorni, anche non consecutivi. Devono svolgersi entro un arco temporale massimo di 90 giorni e devono essere realizzati entro il 31 maggio 2026″.
“Tutte le proposte che presentavano una durata complessiva superiore ai limiti previsti sono escluse. Alcune proposte consistevano in un programma unitario di durata superiore agli 8 giorni. Comprendente anche eventi ‘fuori rendicontazione’ perché svolti al di fuori del periodo ammissibile oppure eventi ‘ospitati’. L’Avviso finanzia un evento nella sua interezza e non consente la selezione discrezionale di singoli appuntamenti estrapolati da un cartellone più ampio al solo fine di ricondurli artificialmente nei limiti temporali previsti. Tale modalità risulta non conforme all’Avviso, configurandosi come una frammentazione di un evento unico, finalizzata esclusivamente a renderlo formalmente ammissibile”. Quindi “queste proposte, come enunciato dall’avviso, non sono state ritenute coerenti con i criteri dell’Avviso, dunque, escluse – prosegue l’assessore Calabrese -“.
In conclusione l’amministratore regionale aggiunge: “Rincresce leggere che molti organizzatori di eventi si siano sentiti depauperati, accusando la Regione di aver sottratto loro la possibilità di fare cultura. Il nostro obiettivo è sempre quello di garantire coerenza con le finalità dell’Avviso, non c’è alcun pregiudizio né tanto meno svilimento per il lavoro svolto fino oggi, tanto è vero che molte proposte pervenute su altri Avvisi conformi ai requisiti, sono state apprezzate e finanziate dalla Regione Calabria. La nostra Amministrazione agisce nel rispetto della legge, motivo per il quale abbiamo ritenuto doveroso replicare anche per tutelare il lavoro di tutti. Tuttavia – conclude – accogliamo con favore la volontà di avviare un confronto più stretto e costruttivo con le associazioni di categoria e gli operatori del settore, al fine di migliorare i processi di programmazione e di valutazione delle iniziative e delle misure di sostegno future”.
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