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Si è spento il regista Giancarlo Cauteruccio, artista calabrese e pioniere del teatro multimediale italiano. L’eredità del suo sguardo creativo resta viva


«Il teatro è visione, non ripetizione» — amava dire Giancarlo Cauteruccio. E quella visione, fatta di luce, spazio e linguaggio, lo ha accompagnato fino all’ultimo giorno, lasciando un’eredità che supera la scena per entrare nel paesaggio culturale della Calabria e dell’Italia intera.
È morto oggi, domenica 11 gennaio 2026, a Cassano allo Ionio (CS), il regista, scenografo e attore Giancarlo Cauteruccio: nato il 2 luglio 1956 a Marano Marchesato (Cosenza) aveva poi vissuto per decenni a Firenze, dopo esserci arrivato all’età di 19 anni.

MORTO A CASSANO ALLO IONIO GIANCARLO CAUTERUCCIO

Nato nel cuore del cosentino Cauteruccio è stato tra i protagonisti più innovativi della ricerca teatrale italiana degli ultimi decenni. Fondatore e anima del Teatro Studio Krypton, ha unito avanguardia e architettura, tecnologia e poesia, costruendo spettacoli in cui il linguaggio visivo dialogava con la parola in un equilibrio raro e potente.

UNA CALABRIA DI LUCE E DI SEGNI

Sebbene la sua carriera si sia sviluppata soprattutto a Firenze, dove Krypton ha trovato casa negli spazi di Lastra a Signa, Cauteruccio non ha mai reciso il legame con la sua terra. Nei suoi lavori e nei suoi racconti tornavano i paesaggi calabresi, le geometrie delle coste, le voci arcaiche del Sud. Negli ultimi anni aveva riportato il teatro anche tra i borghi e le architetture della sua regione d’origine, trasformando ruderi e piazze in scenografie naturali.

Il suo era un teatro che cercava la luce, in senso letterale e spirituale. Le scenografie luminose, l’uso delle proiezioni, la ricerca sonora e visiva facevano del suo linguaggio una forma d’arte totale, dove la Calabria si rifletteva come un’eco lontana di infanzia e mito.

L’EREDITÀ CHE LASCIA GIANCARLO CAUTERUCCIO

Con la sua scomparsa se ne va un artista che aveva saputo reinterpretare la tradizione teatrale italiana in chiave contemporanea, unendo sperimentazione, ricerca estetica e tensione civile. Ma restano i segni del suo passaggio: i suoi allestimenti, le installazioni urbane, e soprattutto il suo insegnamento a generazioni di artisti e tecnici della scena.

La Calabria culturale lo saluta come uno dei suoi figli più visionari, un uomo che ha fatto del teatro un laboratorio di identità e futuro. E la sua voce — quella di chi credeva che la scena potesse ancora essere spazio di trasformazione — continuerà a risuonare, come una luce che non si spegne.

IL RICORDO DELLA SINDACA DI SCANDICCI

«È con grande tristezza e commozione che ho appreso la scomparsa del maestro Giancarlo Cauteruccio, uomo, artista, amico che ha contribuito alla crescita culturale della nostra città e di tanti giovani che grazie a lui, e al lavoro fatto con la Compagnia Kripton al Teatro Studio, hanno scoperto il teatro contemporaneo, la ricerca di nuovi linguaggi, il teatro come modo di essere e di interpretare il mondo». Così Claudia Sereni, sindaca di Scandicci (Firenze), città del Teatro Studio.
«Ci ha lasciato nella sua amata Calabria dove si terranno i funerali – prosegue Sereni -. Faremo presto insieme al fratello Fulvio Cauteruccio una giornata in sua memoria qui a Scandicci».

L’ADDIO DEL SINDACO DI CASSANO A GIANCARLO CAUTERUCCIO

L’amministrazione comunale di Cassano All’Ionio, guidata dal sindaco Gianpaolo Iacobini, esprime dolore per la scomparsa di Giancarlo Cauteruccio, regista e scenografo di fama internazionale e figura chiave dell’avanguardia teatrale italiana.
      Cauteruccio aveva scelto Sibari, frazione di Cassano, come sua dimora da qualche anno. «A lui si deve, tra l’altro, – ricorda il primo cittadino cassanese – la rinascita del Magna Graecia Teatro, un progetto visionario che ha riportato la grande drammaturgia classica nei siti archeologici, unendo il mito alla modernità».

«Viene meno un artista immenso, un docente stimato tra l’Italia e gli USA e, soprattutto, un uomo che ha saputo dare nuova luce alla Calabria, e anche alla Sibaritide, attraverso la bellezza e l’innovazione tecnologica applicata all’arte. In particolare, il suo legame con Sibari e la sua eredità culturale – conclude il sindaco di Cassano, Gianpaolo Iacobini – resteranno per sempre parte della nostra storia. Riposa in pace, Maestro».


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