Camillo Falvo
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Camillo Falvo, tra i maggiori fautori della cosiddetta “Primavera di legalità” che ha riguardato il territorio vibonese contro la ‘ndrangheta, lascia Vibo e dirigerà la procura di Potenza
VIBO VALENTIA – Il tempo vola. Anche se non sembra. Anche se 7 anni sembrano lunghi. Il tempo vola e quasi sembra ieri quando Camillo Falvo si insediò alla guida della Procura della Repubblica di Vibo. L’uomo giusto al posto giusto, nel momento giusto. Accolto a furor di popolo, prese possesso il 18 dicembre 2019. Una data facile da ricordare perché neanche 24 ore dopo scattò “Rinascita-Scott”, l’operazione antimafia che fece storia, segnando quella che ancora oggi viene definita “la primavera della legalità” alla quale proprio lui, Camillo Falvo, diede un contributo essenziale, forte dei suoi anni trascorsi a combattere nelle aule giudiziarie il crimine organizzato vibonese.
Ma, si sa, tutto ha un principio e una fine. Ed anche per il magistrato di San Pietro a Maida, nel Lametino, è giunto il tempo di fare le valigie e iniziare una nuova avventura professionale. Non si sposterà poi di molto, approdando nell’unica regione confinante con la Calabria.
Il Plenum del Csm, nello sciogliere le riserve, con 14 voti favorevoli, gli ha infatti conferito l’incarico di capo della Procura distrettuale antimafia di Potenza. Una decisione che segna un passaggio di rilievo nella geografia giudiziaria del Mezzogiorno e che proietta il magistrato calabrese verso una nuova responsabilità in un ufficio delicato come quello del capoluogo di regione lucano. Falvo ha prevalso di tre voti su l’altro candidato, il procuratore aggiunto del capoluogo lucano, Maurizio Cardea, mentre sono stati cinque i consiglieri astenuti.
CHI È CAMILLO FALVO ORMAI EX PROCURATORE DI VIBO VALENTIA
Falvo, in magistratura dal 1997, è stato, nei primi anni della sua carriera, pubblico ministero a Rovigo, mentre dal 2002 al 2010 ha svolto funzioni di giudice a Catanzaro. In seguito, è stato pm a Messina e successivamente nel capoluogo di regione calabrese. Ha seguito i maggiori processi di ’ndrangheta del vibonese, specializzandosi così sulle dinamiche criminali del territorio, diventando punto di riferimento dei magistrati e collaborando, dal 2016, con Nicola Gratteri del quale è stato braccio destro e soprattutto amico fidato. In quegli anni sono maturate indagini come Costa Pulita, che ha acceso i riflettori sui tentacoli della criminalità organizzata nel settore turistico, e Conquista, l’inchiesta che ha svelato dinamiche e assetti della cosca Bonavota.
Dal dicembre 2019 ha, quindi, guidato la Procura di Vibo Valentia. Il suo nome è legato a doppio filo alla stagione delle grandi inchieste contro la ’ndrangheta vibonese.
L ’azione repressiva contro le consorterie criminali si è intrecciata con un lavoro più silenzioso ma altrettanto incisivo: quello sulla legalità diffusa, sull’ambiente, sui reati contro la pubblica amministrazione e contro la persona. Non è un caso che nella provincia di Vibo non vi siano più omicidi legati alla criminalità organizzata. Un percorso che ha contribuito a cambiare il clima in una provincia a lungo segnata da faide sanguinose come quella tra i Piscopisani e i Patania di Stefanaconi.
SETTE ANNI CHE HANNO REGISTRATO LA “PRIVAVERA DI LEGALITÀ”
In oltre sette anni alla guida della Procura vibonese, Falvo ha insistito su un modello operativo fondato sulla sinergia con le forze dell’ordine e sul coordinamento costante con la Distrettuale. Un lavoro di squadra che ha inciso sulla percezione di sicurezza del territorio e sull’isolamento progressivo delle cosche storiche.
La definizione di “primavera di legalità”, coniata all’indomani di Rinascita Scott, ha accompagnato questa stagione. Non soltanto repressione, ma anche ricostruzione di fiducia nelle istituzioni. Un processo fragile, che richiede continuità e attenzione, e che ora dovrà misurarsi con il cambio al vertice dell’ufficio. Falvo lascerà ufficialmente la procura di Vibo tra qualche settimana, il tempo necessario per definire ed ultimare i passaggi burocratici propedeutici al suo trasferimento a Potenza.
IL FUTURO DELLA PROCURA DI VIBO
Nei prossimi mesi il Csm dovrà bandire il concorso per individuare il suo successore. Per Vibo Valentia si chiude un capitolo che ha segnato in profondità la storia recente della provincia e per la magistratura vibonese si apre una strada di rinnovamento iniziata, nelle scorse settimane, con l’insediamento del presidente del Tribunale, Abigail Mellace.
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