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Scoperta una setta criptocristiana in Umbria, 3 fermati e una persona ricercata all’estero, a capo Alfredo Mangone un uomo calabrese originario di Corigliano Rossano
PERUGIA – Promettevano la “purificazione dell’anima” ma offrivano estorsioni, manipolazioni psicologiche e, in alcuni casi, violenza sessuale. Quattro persone raggiunge da un decreto di fermo, tre uomini e una donna, con accuse che vanno dall’associazione per delinquere finalizzata alla truffa fino alla violenza sessuale aggravata. Questo il bilancio dell’operazione della Squadra mobile di Perugia e del Servizio centrale operativo (Sco) che hanno individuato i componenti di un’organizzazione criminale che operava attraverso una finta setta spirituale.
Secondo gli inquirenti era, infatti, una delle sette criptocristiane più pericolose in Italia. E a capo della setta, che per la magistratura inquirente è un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di diversi reati, ci sarebbero Alfredo Mangone, calabrese di Corigliano Rossano, che si autodefinisce un “guerriero della luce” e la compagna, Tatiana Ionel, anche lei fermata. I due avrebbero sostenuto davanti ai loro adepti di “non essere umani” di essere “vicini a Dio” e di essere loro stessi una “divinità”. In quest’ottica l’uomo si fa chiamare Kaar Yampui e la donna Mamas Nua Janua.
L’indagine è partita dalla segnalazione del padre di un giovane che nel 2023 era scivolato nel vortice di un fantomatico “maestro di alchimia”. In pochi mesi il giovane aveva abbandonato il lavoro, azzerato i risparmi e interrotto ogni rapporto con la famiglia. Si era trasferito prima nella provincia di Pesaro Urbino e poi in Umbria per vivere all’interno del gruppo. Nella setta vigeva una gerarchia rigida e dai nomi altisonanti: il “Maestro”, la “Maestra”, lo “Sciamano” e il “Guaritore”. Tutti ruoli studiati a tavolino per agganciare, secondo le accuse, persone fragili, manipolarle con tecniche di adescamento e poi tenerle prigioniere di un ricatto spirituale. Allontanarsi avrebbe avuto conseguenze sulla sorte e la salute.
Gli accertamenti bancari hanno portato alla luce un giro d’affari superiore ai 500mila euro. Denaro che gli associati versavano mensilmente convinti di finanziare un percorso di elevazione spirituale. In realtà era, però, usato dagli indagati per auto di lusso, gioielli e cene nei migliori ristoranti. L’aspetto più inquietante riguarda le accuse a carico del leader del gruppo, il 56enne avrebbe trasformato il suo ruolo di guida spirituale in uno strumento di coercizione sessuale. Sfruttando la vulnerabilità emotiva di un’associata, l’uomo l’avrebbe costretta a ripetuti rapporti. Convincendola che il sesso con lui fosse una pratica rituale necessaria per la salvezza della sua anima.
Il pericolo di fuga degli indagati ha spinto la procura di Perugia all’applicazione della misura fermo di indiziati di delitto. La polizia ha rintracciato e fermato, mentre per il quarto componente della setta, attualmente all’estero, sono già state avviate le procedure per l’estradizione. Altri due collaboratori dell’associazione, con ruoli minori, risultano indagati a piede libero.
Un mondo fatto di corsi di alchimia, magia, misticismo, riporta anche il Corriere dell’Umbria, pagati profumatamente. Secondo la magistratura, dietro la setta che ha sede in una struttura di Pietralunga in provincia di Perugia, ristrutturata grazie al lavoro degli adepti, ci sarebbe un giro di soldi da milioni di euro versati dagli stessi adepti per ottenere un posto all’interno del casolare e prendere parte a tutti i riti iniziatici. Il tutto con un meccanismo premiale in base al quale più donavi “più avanzavi nello spirito”
Della setta si erano interessate anche trasmissioni televisive, tra queste Far West, condotta da Salvo Sottile, che la scorsa settimana, ha intervistato uno dei ragazzi fuoriusciti dalla setta che ha raccontato al giornalista Carmine Gazzanni episodi inquietanti. «Se qualcuno aveva un lutto non permettevano nemmeno di andare al funerale per non contagiarsi. Ti fanno vivere – racconta – in uno stato di soggezione importante».
Secondo quanto ricostruito dai giornalisti di Far West che si sono infiltrati nella setta, per i distillati “purificatori” preparati nel casolare gli adepti avrebbero utilizzato anche liquidi corporei e sangue. Il maestro, nella seduta, registrata dalle camere nascoste di Far West, dice che “Cristo potrà nascere dentro di loro”, e poi benedice i presenti imponendo le mani. Uno dei testimoni intervistati ha spiegato inoltre che nella setta avrebbero distribuito distillati realizzati anche utilizzando lo sperma del maestro. Lui, intervistato sempre da Far West prima dell’arresto, ha negato tutto bollando le ricostruzioni come falsità.
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