X
<
>

L'intervento del docente UniCal Romito

3 minuti per la lettura

Esperti di linguistica giudiziaria a convegno a Roma, il docente UniCal Romito spiega il ruolo del perito trascrittore


ROMA – Si è svolto nei giorni scorsi, presso la sala consiliare “Fregosi” di Palazzo Valentini, l’incontro “Le parole della mafia”, organizzato dalla Commissione sulla Linguistica giudiziaria della Camera penale di Roma. L’evento ha riunito rappresentanti delle istituzioni, dell’avvocatura, della magistratura, dell’accademia e della società civile, creando un dialogo raro e prezioso su un tema che tocca direttamente la qualità della giustizia.

IL CONVEGNO

Dopo i saluti istituzionali di Cristina Michetelli, consigliera delegata al Bilancio e al Patrimonio della Città Metropolitana di Roma Capitale, e Giuseppe Belcastro, presidente della Camera Penale di Roma, i lavori sono stati moderati da Roberto Staro, componente della Commissione sulla Linguistica giudiziaria. Tra i relatori, il consigliere Alfonso Sabella, magistrato del Tribunale ordinario di Roma e già pubblico ministero a Palermo negli anni più duri della lotta alla mafia, ha portato la sua esperienza diretta sul tema delle trascrizioni e dei brogliacci.

L’INTERVENTO DI ROMITO

Il docente UniCal Luciano Romito, ordinario di Glottologia e Linguistica e coordinatore nazionale dell’Osservatorio sulla Linguistica Forense, ha illustrato lo stato dell’arte della disciplina in Italia, evidenziando il divario tra le conoscenze scientifiche consolidate e le prassi applicate nei tribunali. Iacopo Benevieri, responsabile della Commissione sulla Linguistica giudiziaria dell’U.C.P.I., ha delineato le prospettive evolutive e la necessità di linee guida nazionali. Ha partecipato anche Valeria Grasso, vittima di mafia e autrice di “Mafia. Una donna contro”, portando la voce della società civile.

L’INTERPRETAZIONE DEL PARLATO

L’incontro ha messo in luce come intercettazioni, interpretazione del parlato, dialetti e forme di comunicazione mafiosa richiedano competenze altamente specialistiche. È emersa con forza la distinzione tra la scienza — che opera nelle università e nei centri di ricerca attraverso metodologie rigorose — e la pseudoscienza che talvolta trova spazio nelle aule giudiziarie, dove la trascrizione è ancora considerata una mera “trasposizione grafica” del suono, ignorando aspetti fondamentali come intonazione, prosodia, pause e interazione.

IL PERITO TRASCRITTORE

Tutti i relatori hanno sottolineato l’urgenza di riconoscere la figura professionale del perito trascrittore e dell’esperto linguista forense, oggi inesistente nel panorama normativo italiano. Solo competenze certificate e protocolli condivisi possono garantire la credibilità probatoria delle trascrizioni, tutelare tutte le parti processuali e mettere la scienza al servizio della giustizia.

CULTURA SCIENTIFICA

Sono stati individuati alcuni passaggi fondamentali. Come promuovere una cultura scientifica tra gli operatori del diritto, affinché la linguistica forense sia compresa nelle sue reali potenzialità e nei suoi limiti. Riconoscere il ruolo degli esperti linguisti forensi, istituendo una figura professionale e adottando protocolli che garantiscano la validità epistemologica delle attività peritali. Riformare le modalità di iscrizione all’albo dei periti, introducendo una certificazione di competenza linguistica per chi si occupa di trascrizioni o identificazioni del parlante.

LA PROVA LINGUISTICA

E ancora favorire, come conseguenza di queste riforme, la creazione di percorsi universitari professionalizzanti in linguistica forense. Ricordare che non si tratta di un tema astratto, ma di una sfida concreta che riguarda la qualità della giustizia, la tutela dei diritti e la credibilità delle prove.
L’evento, in corso di accreditamento per la formazione continua, ha rappresentato un momento di confronto di alto livello e un passo significativo verso una maggiore consapevolezza scientifica nell’uso della prova linguistica nei procedimenti penali.

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

SFOGLIA