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Serafina Figliuzzi

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La fotografa e arteterapeuta catanzarese Serafina Figliuzzi, a Reggio Emilia con la mostra Ri-scatti all’interno del progetto “Circuito OFF” dell’importante festival internazionale Fotografia Europea


ATTRAVERSARE il trauma per scorgere la rinascita. È l’obiettivo della mostra fotografica “Ri-Scatti”, dell’arteterapeuta catanzarese – e veneziana di adozione – Serafina Figliuzzi, inaugurata il 30 aprile a Reggio Emilia, all’interno del progetto “Circuito OFF” dell’importante festival internazionale Fotografia Europea, in via Roma 48, giunto alla sua XXI edizione. Un progetto di fotografia terapeutica che l’artista Figliuzzi, assieme al Centro antiviolenza di Venezia (CAV), ha declinato in “un’ottica ecofemminista attraverso il quale il linguaggio della natura diventa il potente mezzo attraverso cui le donne narrano la propria rinascita”.

“Un racconto potente di sorellanza dove le immagini delle protagoniste dialogano con quelle dell’autrice, trovando nel mondo naturale una via per la salvezza”. E non solo. Perché, come evidenziato da Figliuzzi, la mostra si divide in due eventi.

FOTOGRAFIA TERAPEUTICA E OPERE FOTOGRAFICHE

«È una mostra divisa in due parti: una parte è il risultato del progetto di fotografia terapeutica (perché oltre a nutrire interesse per il disegno, la pittura e la danza sono anche un’arteterapeuta) con il centro antiviolenza di Venezia, Ri-Scatti, per l’appunto, dove ho lavorato con 13 donne e ragazze di diverse età – tra i 23 e i 60 anni – e molte sono anche straniere. Con in CAV ho lavorato per circa 8 mesi, durante i quali ho dato delle competenze in materia fotografica e in materia di storia della fotografia alle partecipanti. E sono state proprio loro che hanno scattato le fotografie ora in mostra». Ha spiegato l’artista e arteterapeuta, per proseguire.

«E poi c’è la mostra con i miei scatti, con le mie opere fotografiche, ed ho legato a questo progetto entrambi per rappresentare la mia mostra sulla violenza. Perché il titolo di quest’anno di “Fotografia Europea” è “I Fantasmi del Quotidiano”. Un invito a esplorare l’intervallo tra ciò che scompare e ciò che continua a esistere nelle immagini, nel pensiero e nei ricordi. E la violenza in qualche modo rientra nel quotidiano. Non è visibile, rimangono questi fantasmi ed attraverso i miei scatti personali ho dato una doppia narrazione. Nel senso che c’è la narrazione della donna di oggi che si richiama ad una storia passata, e quella storia passata fatta di violenza diventa fantasma e la si supera- Attraversare il trauma, scorgere la rinascita e l’arte come terapia».

L’ARTETERAPIA COME CURA: IL PROTOCOLLO D’INTESA

Un progetto, questo dell’arteterapia come cura, che è stato oggetto pochi giorni fa di un protocollo d’intesa sottoscritto tra il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il ministro della Salute Orazio Schillaci per rafforzare il legame tra cultura e salute. Accordo che punta a promuovere l’accesso agli strumenti culturali come fattori di miglioramento della vita, contribuendo a creare una visione più moderna ed inclusiva di tutto ciò che è salute e welfare. Ed in questo protocollo tra gli strumenti di cura da promuovere sono menzionate anche musicoterapia e arteterapia.

«Un protocollo rivoluzionario, importante e che pone le basi per un nuovo percorso», ha di seguito aggiunto Serafina, proseguendo, «L’idea di portare Ri-Scatti a Reggio Emilia, è nata perché lavoro come arteterapeuta e porto questa disciplina in tutti quei contesti in cui c’è la possibilità di potersi esprimere, di poter arrivare al proprio trauma in una forma che non è solo verbale ma in una forma che è artistica.

Perché con l’arte riesci ad esprimere tutto quello che hai dentro e poi a vederlo attraverso l’opera d’arte creata. Ed il bello è che tutte le opere dei vari partecipanti, sono ospitati in ogni luogo di via Roma, qui a Reggio Emilia, perché l’arte è vissuta dall’intera comunità e porta a porta. La mia mostra, ad esempio, è ospitata nello studio Olistico di Laura Visalli»Difatti, la particolarità Circuito OFF 2026, il circuito indipendente e partecipativo, è cuore pulsante della città, ed animerà il centro storico e la provincia con esposizioni diffuse. Case private, studi professionali, negozi, bar, ristoranti, tutto diventa una galleria d’arte fruibile dai tanti cultori del festival. Tutto questo rappresenta l’anima più diffusa, partecipata e vitale del festival.

DA CATANZARO A REGGIO EMILIA PER UNA PIATTAFORMA CREATIVA CONDIVISA

Un progetto unico che nasce dall’iniziativa diretta dei cittadini e delle cittadine e trasforma Reggio Emilia in una grande piattaforma creativa condivisa, come spiegato dagli organizzatori e sottolineato dalla fotografa ed arteterapeura Serafina Figliuzzi, che già nel giorno dell’inaugurazione del suo doppio progetto di arteterapia fotografica, ha visto le sue opere e quelle delle donne di “Ri-Scatti” apprezzate dal pubblico ed estimatori. La mostra che sarà visitabile ancora nel prossimo weekend del 9 e 10 maggio dalle ore 15:30 alle 22:00.

I prossimi appuntamenti, vedranno Safina Figliuzzi in Calabria e Torino per due importanti eventi: il 10 maggio a Cosenza al Cosenza Zine Fest (Zinèe) – principale festival dedicato alle fanzine e all’editoria indipendente, promosso dal collettivo Zinèe. L’evento celebra la cultura DIY (do-it-yourself) con mostre mercato, espositori, musica e talk, concentrandosi sulla fotografia e altre forme d’arte autoprodotte – dove presenterà la sua fanzine fotografica, e il 15 maggio alla 38esima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, dove si terrà la presentazione del libro “Diario di bordo Scoppa”, al quale ha collaborato alla sua realizzazione con le sue fotografie sulla vita della marchesa Scoppa e del suo palazzo situato nel cuore delle Serre calabre, tra i comuni di Brognaturo (Vv) e Cardinale (Cz).

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