X
<
>

La seduta del Consiglio comunale di Rende

4 minuti per la lettura

Il Consiglio comunale di Rende approva il punto all’ordine del giorno riguardante il progetto di fattibilità tecnico-economico del “Nuovo ospedale di Cosenza”- conferenza di servizi decisoria


RENDE (COSENZA) – Nel giorno della tappa calabrese del Giro d’Italia anche il Consiglio comunale di Rende va di corsa. L’assise civica, presieduta da Francesco Adamo, ha approvato infatti il punto all’ordine del giorno riguardante il progetto di fattibilità tecnico-economico del “Nuovo ospedale di Cosenza”– conferenza di servizi decisoria. Il via libera nella sala consiliare di piazza Matteotti è stato unanime.

L’INTERVENTO DI FABIO LIPAROTI

Il primo a relazionare è stato il vicesindaco con delega all’Urbanistica Fabio Liparoti. Quest’ultimo in prima battuta ha motivato la convocazione d’urgenza del Consiglio comunale e altre procedure di natura tecnica. «Per quanto riguarda l’area di Arcavacata, questa ad oggi è inquadrata come zona universitaria ed infatti l’approvazione del progetto secondo quanto stabilito anche nell’ordinanza del capo dipartimento della Protezione Civile, avverrà in deroga prevedendo quindi una zona omogenea destinata a servizi», ha spiegato Liparoti.

«Il progetto è un Hub con un Dea di secondo livello, quindi prevederà la presenza di ambulatori, diagnostica e poi le degenze suddivise per la specialità con un centro di formazione universitario si estenderà su un’area di circa 230.000 metri quadrati con 821 posti letto a regime e nella progettazione», ha evidenziato Liparoti.

«È stato molto curato il dialogo tra l’architettura e la natura. Ci sarà molto verde e una vista sulle montagne per garantire un maggior benessere psicofisico non soltanto dei pazienti, ma anche del personale sanitario e dei familiari. Inoltre è stata curata la progettazione per inserirsi adeguatamente nel contesto di Arcavacata e l’Università della Calabria», ha concluso il vicesindaco.

IL PROGETTO DELL’OSPEDALE DI ARCAVACATA

Spazio poi all’illustrazione del progetto da parte del dirigente comunale Marco Di Donna. «L’ospedale sorgerà nei pressi di località Rocchi ed è compreso tra Settimo e la parte finale dell’Unical. L’area è oggetto di esproprio e la maggior parte dei terreni sono già di proprietà dell’Unical e i poteri del commissariamento ovviamente prevedono una procedura d’esproprio con tempi decisamente più rapidi di quanto possibile normalmente», ha esordito Di Donna nella sua relazione.

«Quest’area è soggetta a grossi interventi infrastrutturali, con la realizzazione della nuova stazione ferroviaria a Santa Maria di Settimo e il potenziamento del viale Principe B e il collegamento fra queste infrastrutture e anche il nuovo svincolo autostradale che saranno connessi in maniera adeguata», ha aggiunto il dirigente.

«L’area di intervento è circa 230.000 metri quadrati per un volume totale di 965.000 metri cubi, a fronte però di una superficie coperta molto ridotta inferiore a un quinto dell’area di intervento. L’edificio si sviluppa sostanzialmente in altezza prevedendo un grosso intervento di area verde, circa 120.000 metri quadrati e con un’infrastrutturazione di parcheggi pubblici e privati», ha evidenziato Di Donna.

«Previsti 821 posti letto in totale e il pronto soccorso è progettato per gestire 100.000 accessi all’anno e i posti auto sono attualmente 1300 all’interno dei piani e 374 posti auto all’esterno», ha rilevato Di Donna. Spazio all’integrazione dell’intelligenza artificiale ha permesso di ottimizzare la logistica e le dimensioni degli spazi. Sarà garantita un’efficienza energetica che raggiunge il 95 per cento, superando nettamente le strutture attuali.

La struttura ospiterà reparti critici come terapia intensiva e diagnostica avanzata, includendo anche aree dedicate alla ricerca universitaria e alla chirurgia robotica. Grande attenzione è stata rivolta al benessere del paziente tramite un design interno curato e l’implementazione di sistemi tecnologici per la gestione automatizzata della farmacia.

LE PAROLE DI SANDRO PRINCIPE

 Il sindaco Sandro Principe ha focalizzato l’incipit del suo intervento «al percorso che la città deve portare avanti per le nuove generazioni, per i cittadini, per gli anziani, per i bimbi e dei tanti che soffrono». «Debbo dire che questo evento non è casuale, perché se oggi la Regione, l’Università, il Comune localizzano il nuovo ospedale di Cosenza ad Arcavacata dobbiamo dire con grande orgoglio che c’è tanto dell’impegno e del sacrifico della comunità rendese», ha sottolineato.

Il primo cittadino ha ripercorso poi la feroce battaglia politica necessaria per istituire la facoltà di medicina all’Unical, nata per sopperire alla carenza di medici nella regione nonostante le forti resistenze del polo accademico di Catanzaro. Principe attribuisce un ruolo fondamentale al docente Sebastiano Andò e all’ex rettore Nicola Leone, i quali hanno saputo costruire le basi didattiche e diplomatiche per superare i conflitti territoriali.

«Noi non abbiamo fatto nessuno scippo perché anche la tesi di persone rispettabilissime che propongono di realizzare il Policlinico a Rende e l’ospedale a Vaglio Lise non regge giuridicamente perché ormai l’ipotesi storica di poter avere queste due realtà separate non esiste più», ha spiegato Principe. «Scegliere Vaglio Lise è una disperazione», ha sostenuto ancora indicando quella zona non designi un’area legata alla città, ma un’area periferica certificata come R4, quindi in pieno dissesto idrogeologico.

«L’obiettivo centrale è ridurre l’emigrazione sanitaria calabrese attraverso la creazione di una Cittadella della Salute moderna e attrezzata. Infine, si propone di trasformare l’attuale ospedale Annunziata in un centro per cure ambulatoriali e diagnostica avanzata, alleggerendo così la pressione sul pronto soccorso».

Nella discussione sul punto all’ordine del giorno sono intervenuti i consiglieri Massimo La Deda, Giovanni Bilotti (ruvido botta e risposta con Principe), Valerio Cavalieri, Gianluca Garritano, Clelio Gelsomino, Francesco Tenuta, Emilio De Bartolo ed Eugenio Trombino.

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

SFOGLIA