L'escavatore in azione sulla spiaggia di Vibo Marina
INDICE DEI CONTENUTI
- 1 ESCAVATORE IN SPIAGGIA A VIBO MARINA: LA DENUNCIA DELL’IMPRENDITRICE SERENA DI BRUNI
- 2 LA RICHIESTA PRESENTATA DA ENI NEI MESI SCORSI MA DAL COMUNE NESSUNO SA NULLA
- 3 IL VIA LIBERA AI LAVORI SULLA SPIAGGIA DI VIBO MARINA DALL’AUTORITà PORTUALE
- 4 SCHIAVELLO (FdI): “PERCHE’ SI è ATTESO COSì TANTO PER GLI INTERVENTI?”
- 5 A GIORNI L’APERTURA DEGLI STABILIMENTI BALNEARI
L’imprenditrice turistica Serena Di Bruni denuncia la presenza di un escavatore in azione sulla spiaggia di Vibo Marina effettuati dall’Eni. La società ha chiesto il 10 marzo la Scia al Comune e il 22 aprile successivo l’Autorità portuale aveva dato il via libera.
VIBO VALENTIA – Escavatore in azione sulla spiaggia a poche settimane dall’avvio della stagione balneare e cresce la protesta tra operatori turistici e cittadini di Vibo Marina. Al centro delle polemiche ci sono i lavori di ripristino dei tubi da parte di Eni avviati lungo un tratto di arenile che interessa sia concessioni private sia la spiaggia libera.
ESCAVATORE IN SPIAGGIA A VIBO MARINA: LA DENUNCIA DELL’IMPRENDITRICE SERENA DI BRUNI
A denunciare la situazione è Serena Di Bruni, titolare del lido “La Playa”, che attraverso una segnalazione pubblica ha raccontato quanto sta accadendo proprio mentre gli stabilimenti si preparano ad aprire per l’estate. Gli operai avrebbero delimitato una porzione della spiaggia per consentire gli interventi tecnici, iniziando operazioni di scavo finito col riportare in superficie grandi quantità di sabbia scura e materiale marrone: «Quella parte di spiaggia non ancora toccata è bianca e pulita – afferma – mentre dove stanno lavorando stanno emergendo montagne di sabbia marrone che finiscono direttamente sull’arenile».
La preoccupazione maggiore riguarda le ripercussioni sull’avvio della stagione turistica. Molti lidi, infatti, sono ormai pronti ad aprire e avevano già installato passerelle, scale e strutture di servizio. Proprio su questo punto Serena Di Bruni denuncia ulteriori difficoltà: «Ci hanno chiesto di smontare passerelle e scale già montate per consentire il passaggio dello scavatore. Noi non abbiamo intenzione di smontare nulla perché rischiamo ulteriori danni alla spiaggia e alle strutture».
L’imprenditrice contesta soprattutto il periodo scelto per eseguire i lavori: «Non è possibile intervenire il 12 maggio, a ridosso dell’estate. C’era un intero anno per programmare queste operazioni senza compromettere la stagione balneare».
LA RICHIESTA PRESENTATA DA ENI NEI MESI SCORSI MA DAL COMUNE NESSUNO SA NULLA
Secondo quanto emerso, si tratta di interventi richiesti da Eni al Comune di Vibo Valentia dopo che le mareggiate dello scorso febbraio avevano riportato alla luce una condotta presente nell’area interessata. Sulla vicenda emergono però anche interrogativi di natura amministrativa. Secondo quanto appreso dal Quotidiano del Sud, gli uffici comunali interpellati non avrebbero saputo fornire indicazioni precise sull’autorizzazione concessa. Dal settore e dall’assessorato all’Urbanistica fanno sapere che la pratica non sarebbe stata evasa dagli uffici in questione ma sempre il Quotidiano del Sud è entrato in possesso del documento nel quale è riportata la richiesta di Scia avanzata dalla società al Suap – facente capo al settore Urbanistica dell’ente locale – risalente al 10 marzo scorso e protocollata lo stesso giorno.
IL VIA LIBERA AI LAVORI SULLA SPIAGGIA DI VIBO MARINA DALL’AUTORITà PORTUALE
L’autorizzazione ai lavori – tramite apposita ordinanza – era stata poi emessa il 22 aprile successivo dall’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio – visto che la spiaggia è di proprietà dello Stato – e riguardava nello specifico il ripristino delle beole a protezione dell’oleodotto di proprietà della Eni. L’area interessata dai lavori si estende nel tratto di arenile compreso tra il fosso della Badessa e la spiaggia libera a nord del “Lido La Vela” e accanto al lido “La Playa” l’obiettivo principale è garantire la messa in sicurezza della canalizzazione in cui è alloggiato l’oleodotto, ripristinando le coperture in calcestruzzo (beole) che risultano attualmente danneggiate o spostate.
I lavori saranno eseguiti dall’impresa “Tre colli Spa” e il piano operativo prevede diverse fasi, tra cui scavi di sondaggio per la messa in luce delle tubazioni, la bonifica delle condotte con acqua e la caratterizzazione dei terreni per verificare eventuali parametri di inquinamento. Al termine delle operazioni, l’impresa è obbligata al totale ripristino dello stato dei luoghi. Sul fronte ambientale, l’Eni e la ditta esecutrice devono adottare ogni misura necessaria per prevenire sversamenti di liquidi in mare e gestire correttamente lo stoccaggio delle terre di scavo.
Questo, dunque per chiarire i contorni della vicenda. D’altronde, era impensabile che una società come Eni potesse procedere con lavori di questo tipo in assenza delle necessarie autorizzazioni amministrative.
SCHIAVELLO (FdI): “PERCHE’ SI è ATTESO COSì TANTO PER GLI INTERVENTI?”
Ma la questione ora si sposta sulla tempistica. E a sollevarla non è solo la Di Bruni ma anche Antonio Schiavello, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, che parla apertamente di rischio per l’economia turistica locale: «Non posso restare in silenzio davanti a quello che sta accadendo sulle spiagge di Vibo Marina – afferma Schiavello –. In un territorio dove il turismo fatica a decollare, invece di sostenere chi investe facciamo di tutto per allontanare i turisti».
Il consigliere comunale chiede un intervento immediato del sindaco Enzo Romeo, pur riconoscendo che la competenza diretta potrebbe non essere del Comune: «Il primo cittadino ha comunque il dovere politico e morale di tutelare il territorio», sostiene.
Due le richieste avanzate da Schiavello: tempi certi sulla conclusione del cantiere e, nel caso in cui i lavori possano compromettere l’estate, la sospensione immediata delle operazioni con rinvio a ottobre: «La priorità assoluta – aggiunge – deve essere la salvaguardia dell’economia locale». Il capogruppo di Fratelli d’Italia solleva inoltre dubbi sulla programmazione dell’intervento: «È legittimo chiedersi perché si sia atteso proprio adesso per avviare questi lavori e perché non siano stati eseguiti nei mesi scorsi».
A GIORNI L’APERTURA DEGLI STABILIMENTI BALNEARI
Intanto tra operatori e residenti cresce il malcontento per una situazione che rischia di pesare sulla stagione turistica di Vibo Marina proprio nel momento in cui la località si prepara ad accogliere i primi visitatori della stagione visto le l’apertura degli degli stabilimenti balneari della è ormai prossima.
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