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Il governatore Occhiuto con il cane robot

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Al Career day di Unindustra Calabria, a Catanzaro, in occasione della presentazione di Cantiere 360, il “mastino bionico” conquista tutti


A Catanzaro, l’11 maggio 2026, tra stand affollati, imprese, giovani talenti e istituzioni, la scena più inattesa del Career Day di Unindustria Calabria se l’è presa lui: un cane robot. Buffo quanto basta per strappare un sorriso, futuristico abbastanza da raccontare una trasformazione industriale che non appartiene più ai convegni sull’innovazione, ma entra nel cemento vivo dei cantieri.

L’occasione è stata la presentazione di Cantiere360, ecosistema digitale pensato per riorganizzare il settore edile attraverso intelligenza artificiale, pagamenti garantiti con sistema “Escrow”, gestione documentale e automazione dei processi. L’evento, ospitato al Polo Fieristico “G. Colosimo” di Catanzaro, ha richiamato oltre 4.000 presenze tra professionisti, imprese, studenti e rappresentanti istituzionali.

Ma accanto agli algoritmi, ai computi metrici letti dall’IA e alle promesse di burocrazia ridotta, è comparso un protagonista cinematografico: un robot dalle sembianze canine, presentato in partnership tra Cantiere360 e TOD System SRL, realtà tecnologica calabrese con sede a Marina di Davoli, specializzata in robotica e logistica avanzata.

È facile immaginare la scena classica: notte fonda, un ladro scavalca la recinzione di un cantiere, convinto di trovare soltanto silenzio, ferraglia e magari il vecchio cane da guardia pronto a ringhiare nell’ombra. Solo che qui il copione cambia. Non c’è il mastino pronto a sbranarlo, ma una creatura meccanica che avanza sulle sue zampe artificiali, osserva, registra, pattuglia. Non lo farà scappare per paura, forse, ma per sorpresa: quella vertigine improvvisa di chi si accorge che anche il cantiere, luogo per definizione ruvido e materiale, è entrato nell’epoca della sorveglianza intelligente.

LA FUNZIONE DEL CANE ROBOT

Il cane robot, che all’apparenza potrebbe sembrare solo un effetti speciale da fiera, è capace di muoversi negli spazi impervi dei cantieri, svolgere funzioni di videosorveglianza, pattugliare le aree operative e verificare in tempo reale il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione da parte degli operai. In caso di anomalie, il sistema può segnalarle alla direzione lavori, trasformando il controllo della sicurezza da attività episodica a monitoraggio continuo.

In questo piccolo animale bionico, goffo e geniale insieme, c’è forse la sintesi più efficace della nuova edilizia che Cantiere360 vuole raccontare: meno carta, meno attese, meno rischi; più dati, più automazione, più controllo. La piattaforma punta infatti a rispondere ad alcune fragilità storiche del settore: ritardi nei pagamenti, burocrazia, capitali immobilizzati, difficoltà nel reperimento dei materiali e rischi legali. Il suo algoritmo di smart matching collega cantieri e fornitori, mentre il sistema “Escrow” garantisce che i fondi vengano depositati e vincolati prima della fornitura, riducendo l’incertezza nei rapporti commerciali.

La Calabria, spesso raccontata attraverso le sue mancanze infrastrutturali o le sue emergenze, qui prova a cambiare grammatica e diventa un laboratorio di sperimentazione. Il fatto che il progetto incroci una piattaforma nata dall’esperienza del settore edile con una realtà robotica calabrese come TOD System potenzia il messaggio: l’innovazione non deve necessariamente arrivare da lontano, può nascere anche dove il bisogno di efficienza è più concreto.

TRA ISTITUZIONI E IMPRESE

Non a caso, la manifestazione ha visto la presenza di figure istituzionali di primo piano: il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, l’eurodeputata Rosi Princi, il sottosegretario del Ministero dell’Interno Wanda Ferro, il presidente di Unindustria Calabria Aldo Ferrara, il presidente dei Costruttori ANCE Catanzaro Luigi Alfieri e il direttore di Unindustria Calabria Dario Lamanna.

A dare il senso imprenditoriale dell’operazione è stato Gianluca Procopio, CEO di Cantiere360, che ha collegato il progetto alla conoscenza diretta del comparto. Con un background familiare che opera nell’edilizia da quattro generazioni, Procopio ha spiegato che l’ambizione di costruire una soluzione tecnologica nasce dalla volontà di intervenire sulle inefficienze vissute ogni giorno dalle imprese; come ritardi, burocrazia, insidie contrattuali e pagamenti.

Così, il cane robot diventa una mascotte involontaria del cambiamento; un simbolo capace di strappare un sorriso e che parla di una Calabria che prova a mettere insieme cantiere e codice, edilizia e intelligenza artificiale, sicurezza e robotica. Cammina dove un tempo bastavano un lucchetto e un cartello di divieto d’accesso. E nel suo passo meccanico, un po’ buffo e un po’ solenne, racconta una cosa semplice: il futuro, qualche volta, abbaia senza voce.

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