L’équipe aritmie della ‘Dulbecco’
2 minuti per la letturaAlla Dulbecco di Catanzaro le prime procedure con ablazione a campo pulsato: la nuova frontiera contro le aritmie cardiache
CATANZARO – La cardiologia calabrese compie un nuovo salto tecnologico nella cura delle aritmie cardiache.
All’Azienda ospedaliero-universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro eseguite le prime procedure di ablazione a campo pulsato (PFA – Pulsed Field Ablation), una delle tecnologie più avanzate oggi disponibili per il trattamento della fibrillazione atriale, la più diffusa tra le patologie del ritmo cardiaco.
L’introduzione della nuova metodica rappresenta un importante passo avanti per la sanità regionale perché consente di offrire ai pazienti calabresi trattamenti altamente specialistici senza la necessità di ricorrere alla mobilità sanitaria fuori regione.
Le procedure sono state effettuate nella unità operativa complessa di Cardiologia universitaria dell’Aou “Renato Dulbecco” e dell’Università Magna Graecia, diretta dal professor Daniele Torella, dall’équipe di Elettrofisiologia composta dai medici Santarpia, Strangio, Passafaro, Ielapi e Di Costanzo.
L’AVVIO DELLA METODICA SUPERVISIONATO DAL DOTTOR FRANCESCO SOLIMENE
A supervisionare l’avvio della metodica è stato il dottor Francesco Solimene, considerato uno dei principali esperti internazionali nel trattamento ablativo della fibrillazione atriale e responsabile del laboratorio di Elettrofisiologia della Clinica Montevergine di Mercogliano.
La sua presenza ha consentito anche la certificazione del centro all’utilizzo della tecnologia PFA. La fibrillazione atriale è un’aritmia caratterizzata da un ritmo cardiaco irregolare e spesso accelerato che può provocare palpitazioni, affaticamento, difficoltà respiratorie e ridotta tolleranza allo sforzo. Nei casi più complessi aumenta inoltre il rischio di complicanze cardiovascolari importanti.
L’ablazione transcatetere rappresenta oggi una delle principali strategie terapeutiche nei pazienti in cui la terapia farmacologica non è sufficiente o non è tollerata. La tecnologia PFA introduce una modalità innovativa di intervento rispetto alle tecniche tradizionali basate su radiofrequenza o crioablazione.
PIU’ PRECISIONE MENO EFFETTI COLLATERALI
Il sistema sfrutta il fenomeno dell’elettroporazione, attraverso brevissimi impulsi elettrici che colpiscono in maniera selettiva le cellule responsabili dell’aritmia, preservando maggiormente i tessuti circostanti.
Questo consente di aumentare la precisione della procedura, ridurre il rischio di effetti collaterali e garantire tempi di recupero più rapidi per il paziente.
«L’introduzione della PFA presso la nostra Cardiologia universitaria rappresenta un risultato di grande rilievo per la sanità calabrese» ha dichiarato Torella.
«Questa tecnologia consente ai pazienti del nostro territorio di accedere a trattamenti altamente specialistici e tecnologicamente avanzati direttamente in regione». Soddisfazione espressa anche dalla commissaria straordinaria dell’Aou Simona Carbone, che ha parlato di risultato legato agli investimenti sulle tecnologie innovative e sul potenziamento delle competenze professionali, e dal rettore dell’Università Magna Graecia Giovanni Cuda, che ha sottolineato il valore della collaborazione tra attività clinica, ricerca e innovazione sanitaria.
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