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Elezioni amministrative, urne aperte: riflettori su Reggio e Crotone. Nei due capoluoghi il test politico per centrodestra e centrosinistra. I comuni interessati sono 77, ballottaggio possibile per 5
Seggi aperti oggi – domenica 24 maggio 2026 – dalle ore 7 alle ore 23 e domani – lunedì 25 maggio 2026 – dalle ore 7 alle ore 15 per le elezioni amministrative. L’eventuale ballottaggio, nei comuni con più di 15mila abitanti, si svolgerà il 7 e l’8 giugno. I Comuni calabresi interessati da questa tornata elettorale sono 77. Due in meno rispetto a un mese fa, quando si aprì la campagna elettorale con la presentazione delle liste e delle candidature. Questo perché a Carlopoli e a Savelli – rispettivamente nel lametino e nel crotonese – sono state ricusate tutte le liste, per cui non si andrà al voto e i due comuni, fino al prossimo turno elettorale, saranno affidati una gestione commissariale.
La tornata interessa meno di un comune su cinque, soprattutto piccoli municipi. Pochi i comuni grandi: appena cinque quelli per i quali è previsto l’eventuale secondo turno. Ci sono però due competizioni significative: quelle di Crotone e di Reggio Calabria, due dei cinque capoluoghi di provincia della regione. Oggi quasi tutti guidati dal centrosinistra (unica eccezione Crotone, dove Vincenzo Voce era nato come candidato civico). Il voto di maggio è l’occasione per il centrodestra di provare a riequilibrare la situazione, in attesa del voto amministrativo del 2027 che interesserà altri due capoluoghi, quelli Catanzaro e Cosenza.
LE GRANDI SFIDE DELLE ELEZINI NEI CAPOLUOGHI DI REGGIO E CROTONE
Reggio e Crotone sono anche due dei Comuni che potranno andare al ballottaggio, nel caso in cui nessun candidato ottenga al primo turno il 50% più uno dei voti. Il secondo turno è una possibilità anche per Palmi, San Giovanni in Fiore e Castrovillari. Non ci sarà ballottaggio, invece, per Cirò Marina e Taurianova: in una regione che continua a spopolarsi, le due città, al censimento 2021, sono scese sotto i 15mila abitanti.
I COMUNI AL VOTO ANTICIPATO TRA SCIOGLIMENTI E NUOVI INCARICHI REGIONALI
Dei 77 Comuni che oggi andranno alle urne, circa uno su quattro (19) è chiamato al voto per cause straordinarie e fuori dalle cicliche scadenze naturali. In due casi (Cerva e Tropea) gli elettori saranno chiamati a eleggere sindaco e consiglio comunale dopo lo scioglimento per mafia.
Negli altri 17, invece, si va al voto prima della scadenza naturale perché sono intervenute le dimissioni del sindaco o lo scioglimento anticipato del Consiglio. In questa tornata c’è anche un discreto numero di municipi che hanno salutato anzitempo i propri sindaci perché qualche mese fa eletti in Consiglio regionale. È il caso, ad esempio, di Palmi e di Castrolibero (i sindaci Ranuccio e Greco sono stati eletti consiglieri regionali lo scorso ottobre). Anche Reggio Calabria e San Giovanni in Fiore hanno visto i loro sindaci (Falcomatà e Succurro) lasciare la fascia tricolore in autunno per un seggio a Palazzo Campanella, ma in questi due casi il mandato comunale era comunque prossimo alla scadenza. Ad Acquaro le elezioni stanno (quasi) diventando routine invece: le ultime si erano tenute solo lo scorso novembre, ma senza esito valido perché, con una sola lista in gioco, non si era raggiunto il quorum. Anche stavolta la sfida – qui e in una dozzina di piccoli comuni calabresi al voto – sarà contro l’astensionismo.
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Il sistema cambia in base ai residenti. Nei comuni con popolazione fino a 15mila abitanti non c’è voto disgiunto, per cui si può votare per il sindaco e per la lista collegata. È possibile esprimere anche la preferenza per il candidato consigliere: una nei comuni sotto i 5mila abitanti, due (purché di genere diverso) nei comuni tra 5mila e 15mila abitanti Nei comuni maggiori, con popolazione superiore ai 15mila abitanti, è previsto il voto disgiunto e c’è la doppia preferenza di genere.
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