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Spuntano le prime crepe in Futuro Nazionale, la creatura appena nata di Roberto Vannacci perde iscritti: in 600 lasciano nel lametino


LAMEZIA TERME – A Lamezia Terme esplode la prima grave frattura interna al partito fondato dal generale Roberto Vannacci. I comitati costituenti 144 e 1067, insieme a circa 600 iscritti, hanno annunciato l’uscita dal movimento, restituendo le tessere. Hanno denunciato «nomine imposte» dai vertici, considerate in contrasto con i principi di partecipazione e meritocrazia. La fattura arriva proprio nel giorno dell’investitura del deputato Domenico Furgiuele come responsabile calabrese del partito. Al T Hotel dove è atteso il responsabile nazionale per il Sud Rossano Sasso, insieme ad Antonio Maria Rinaldi. Tutti insieme per “battezzare” anche il gruppo consiliare costituito al Comune di Lamezia Terme da Massimo Cristiano, Carmine Villella e dall’assessora Donatella Amicarelli, (tutti provenienti dalla Lega).

Una coincidenza questa della data che verosimilmente ha significati profondi. In ogni modo, i militanti sostengono che le scelte della base siano ignorate nella definizione degli incarichi regionali. La spaccatura che si è consumata vede protagonista il comitato 144 nato alla fine di febbraio. Un gruppo che era stato indicato dai vertici nazionali come uno dei più forti del Centro-Sud.

«Alla luce degli ultimi avvenimenti – si legge in un comunicato – i comitati costituenti lametini n. 144 e 1067, insieme ai propri tesserati nel numero di circa 600, hanno determinato di lasciare il partito Futuro Nazionale restituendo le tessere. Tale decisione nasce dal sentimento di profonda amarezza sorto in seguito alle varie nomine imposte dai vertici. Non tenendo conto delle scelte democratiche dei vari comitati».

«Ciò – prosegue – è apparso come un tradimento dei principi espressi dal generale Vannacci alla due giorni di Roma, dove si è sempre parlato di meritocrazia. Ma quale meritocrazia se la base popolare del partito non è stata presa in considerazione. Soprattutto in una terra difficile come la Calabria, dove fare politica è sempre complicato. Un sogno per tante persone, che si sono avvicinati al movimento Vannacciano, infranto dal solito modus operandi della vecchia politica».

Tutti i tesserati hanno espresso la volontà di ritirare la propria tessera, delusi e stanchi di essere presi in giro per l’ennesima volta, da falsi profeti, bravi a parlare ma che all’ atto pratico dimostrano di voler tutelare solo la posizione della “sporca dozzina” garantendo loro un buon posizionamento alle parlamentari, per continuare a godere di privilegi e grossi stipendi senza portare risultati. Il sacrificio economico, il tempo e la passione di chi ha creduto in questo partito, non deve essere denigrato a favore di chi è lontano dalla popolazione e dai loro problemi».

«Ed ancor più umiliante – conclude la missiva – vedere i rappresentanti eletti dai comitati essere messi da parte, senza considerazione e rispetto del loro ruolo, unici scelti dalla base del partito. È stato un bel sogno, tramutato in incubo. Con tale comunicato si ufficializza l’uscita dal partito dei comitati costituenti, ricordando che la politica deve essere al servizio del popolo e non il contrario!».

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