L'ex segretario provinciale della Uil di Crotone Fabio Tomaino
6 minuti per la letturaL’ipotesi che distrazione di fondi e autoriciclaggio fossero un andazzo consolidato alla Uil di Crotone: I commenti di Fabio Tomaino e Senese.
CROTONE – Un fiume di denaro, destinato alla Camera sindacale Uil di Crotone, che si trasforma in shopping online, viaggi, cene e regali di famiglia. Ma dietro le spese allegre, si celerebbe un meccanismo ben più sofisticato: l’ombra dell’autoriciclaggio. Questo e altro emerge dalle carte dell’inchiesta che ha portato a un decreto di sequestro preventivo per oltre 60mila euro a carico dell’ex segretario provinciale Fabio Tomaino nell’ambito di un procedimento che vede indagati, a vario titolo, per appropriazione indebita e autoriciclaggio, anche il padre Mimmo, suo predecessore, e l’ex tesoriere Luca Martino. Anche se il buco balzato all’attenzione degli inquirenti potrebbe essere per oltre 380mila euro.
Un quadro pittoresco
Dai documenti della Procura di Crotone emerge un quadro allarmante. Decine di migliaia di euro, sottratti dai conti della Uil, sarebbero stati utilizzati per acquisti online, soggiorni in hotel, skipass sulle Dolomiti, cene in ristoranti di Napoli, Catanzaro e Crotone, abbigliamento, profumeria, servizi di streaming, viaggi, persino regali natalizi. Non mancano, infatti, tra gli accertamenti bancari svolti dalla Digos della Questura, bonifici con causale “regalo” a favore di familiari dell’indagato principale, Fabio Tomaino.
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Le spese allegre diventano autoriciclaggio
Ma la vicenda non si esaurisce nella cronaca di un uso privatistico e spregiudicato dei fondi sindacali. L’indagine coordinata dal procuratore Domenico Guarascio e dal sostituto Matteo Staccini va oltre. Ricostruisce come parte delle somme sottratte sia stata reimmessa nel circuito economico-finanziario attraverso operazioni tipiche dell’autoriciclaggio.
Secondo gli inquirenti, Fabio Tomaino ha versato sul proprio conto personale oltre 62.000 euro tramite assegni tratti dai conti Uil, per poi eseguire una serie di bonifici verso società assicurative, società di cartolarizzazione di crediti e bonifici a familiari. In un caso, un pagamento internazionale verso una società rumena. Queste operazioni, secondo la Procura, integrano il reato di autoriciclaggio. Non si tratta più solo di godimento personale, ma di una vera e propria strategia di reinvestimento e frammentazione del profitto illecito, con l’obiettivo di renderne difficile la tracciabilità e il recupero.
Un andazzo consolidato
La sequenza delle operazioni – dal prelievo dei fondi sindacali alle spese allegre fino al reimpiego in prodotti finanziari e trasferimenti a terzi – rappresenta un cortocircuito della legalità che avrebbe messo a rischio l’integrità patrimoniale della Uil di Crotone e, più in generale, la fiducia nelle organizzazioni rappresentative dei lavoratori. L’aspetto più grave che emerge dall’esposto di Mariaelena Senese, segretaria della Uil Calabria e commissaria della Camera sindacale di Crotone, è la constatazione che l’indebito utilizzo dei fondi sindacali sarebbe emerso solo dopo il commissariamento.
Resistenza ai controlli
Senese sottolinea che, appena insediata, ha riscontrato una gestione «molto personale» dei fondi. Individuando numerose movimentazioni anomale (assegni, prelievi, ricariche su carte prepagate non riconducibili alla Uil) e assenza totale di documentazione giustificativa. Nonostante le ripetute richieste e diffide, Tomaino non avrebbe mai consegnato la documentazione contabile richiesta.
L’esposto che ha innescato l’inchiesta evidenzia opacità e resistenza al controllo, aggravata dal fatto che la gestione anomala era nota solo dopo l’arrivo di un soggetto terzo e indipendente.
I revisori non si erano accorti?
La segretaria dichiara agli inquirenti che esisteva un collegio dei revisori, con obbligo statutario di riunirsi trimestralmente. Ma non sa spiegare perché non siano mai state rilevate irregolarità prima del commissariamento. Questo rappresenterebbe, secondo la ricostruzione degli inquirenti, un grave deficit di controllo interno. I revisori non hanno mai sollevato contestazioni, nonostante la sistematicità e la rilevanza delle somme distratte. Soltanto con l’azzeramento degli organismi interni e l’arrivo del commissario sono emerse le anomalie.
Modus operandi sistematico prima del commissariamento?
Dalle indagini, corroborate dalla relazione di Attilio Morittu, tesoriere regionale della Uil, emerge che la gestione anomala sarebbe stata sistematica e risalente almeno al 2020. Le movimentazioni irregolari (assegni a favore di Tomaino, prelievi, ricariche su carte personali, rimborsi chilometrici senza giustificazioni) erano la prassi, non l’eccezione. Anche il padre di Tomaino, ex segretario, aveva beneficiato di analoghe operazioni, secondo l’accusa. «…La gestione dell’ex segretario è sempre stata molto personale, lo stesso si evince dall’analisi fatta sugli estratti conti relativo al quinquennio precedente», affermava Senese in sede di denuncia.
L’urgenza del sequestro
Dal 2020 al 2025, oltre 383.000 euro sarebbero stati distratti tramite assegni, prelievi, ricariche su carte personali e bonifici per rimborsi chilometrici senza documentazione. Una gestione personalistica e priva di trasparenza che ha indotto la Procura a disporre il sequestro preventivo di polizze, prodotti finanziari e somme di denaro per un valore complessivo di oltre 62.000 euro, ritenuti prodotto del delitto di autoriciclaggio. L’urgenza del provvedimento è motivata dal “concreto ed attuale pericolo che le somme vengano ulteriormente disperse o occultate”.
La reazione di Senese
«Nella Uil non c’è e non ci sarà mai posto per chi pensa di poter utilizzare le risorse dei lavoratori e degli iscritti come un portafoglio personale». È netta la posizione della segretaria Senese, che ricorda che le anomalie furono rilevate circa un anno fa dagli uffici della stessa organizzazione, durante le ordinarie verifiche contabili. La Uil Calabria «intervenne immediatamente interessando le autorità competenti e adottando i necessari provvedimenti organizzativi, fino al commissariamento della struttura crotonese».
Allora la segretaria decise di assumere personalmente l’incarico di commissaria straordinaria, con l’obiettivo di garantire il massimo rigore nella ricostruzione amministrativa e organizzativa e tutelare la credibilità del sindacato e la fiducia dei suoi iscritti.
No a zone grigie nel sindacato
Per la Uil Calabria, infatti, ogni risorsa affidata all’Organizzazione «deve essere amministrata con responsabilità, trasparenza e nel pieno rispetto delle regole statutarie, perché non appartiene a chi ricopre temporaneamente un incarico, ma alle lavoratrici, ai lavoratori, alle pensionate e ai pensionati rappresentati dal sindacato». Il sindacato ha garantito una collaborazione costante con le forze dell’ordine e con l’autorità giudiziaria, nella convinzione che «sia interesse della stessa Organizzazione accertare fino in fondo quanto accaduto e fare piena luce su ogni possibile responsabilità».
La reazione di Fabio Tomaino, ex segretario Uil di Crotone
Non si è fatta attendere la replica di Fabio Tomaino, che dopo il commissariamento ha aderito a Confial. «Con fermezza e serenità, la documentazione dimostrerà la correttezza della gestione», afferma il sindacalista. «La documentazione contabile, fiscale e amministrativa già consegnata, insieme a quella che continueremo a fornire nelle prossime ore – aggiunge – consentirà di ricostruire la reale destinazione delle somme e di dimostrare la correttezza della gestione della Camera sindacale Uil di Crotone».
Buste paga puntuali
Tomaino evidenzia che la gestione amministrativa della struttura «si è sempre distinta per correttezza e per bilanci chiusi ampiamente in positivo. Una solidità contabile – precisa – testimoniata anche dall’impeccabile puntualità con cui sono sempre stati corrisposti gli stipendi e dalla completa liquidazione del trattamento di fine rapporto a tutti i dipendenti. Un risultato tutt’altro che scontato, che la Camera sindacale Uil di Crotone, a differenza di molte altre strutture – precisa ancora Tomaino – è stata l’unica a garantire integralmente».
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