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Maxi operazione contro l’immigrazione clandestina: 22 misure cautelari in tutta Italia per finti nulla osta al lavoro del Decreto Flussi.


SALERNO — Un giro d’affari milionario costruito sulla disperazione di centinaia di migranti e sulla complicità di imprenditori e professionisti senza scrupoli. All’alba di oggi, i Carabinieri per la Tutela del Lavoro e i Finanzieri del Comando Provinciale di Salerno hanno dato esecuzione a un’ordinanza cautelare emessa dal GIP, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia salernitana, nei confronti di 22 persone (18 finite agli arresti domiciliari e 4 sottoposte all’obbligo di firma). Il blitz si è snodato contemporaneamente in 10 province italiane: Salerno, Napoli, Avellino, Benevento, Campobasso, Roma, Ancona, Pisa, Savona e Brescia.

OPERAZIONE CONTRO L’IMMIBRAZIONE CLANDESTINA: LA TRUPPA DEI DECRETI FLUSSI E I FINTI CONTRATTI

L’inchiesta avrebbe svelato una vera e propria organizzazione a carattere transnazionale dedicata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il meccanismo era ben collaudato: a cittadini extracomunitari, in prevalenza originari di Marocco, Bangladesh e India, veniva promesso il rilascio di un regolare permesso di soggiorno dietro il pagamento di cospicue somme di denaro. Per raggiungere lo scopo, la rete presentava istanze fittizie di nulla osta al lavoro sfruttando le finestre dei cosiddetti “decreti flussi” e le procedure di emersione. Le domande si appoggiavano a imprese compiacenti o create appositamente ad hoc, incapaci in realtà di assumere qualsiasi lavoratore.

ROLES E COMPLICITÀ: DALLA FITTIZIA DOCUMENTAZIONE AI “CLICK DAY”

Le indagini hanno permesso di ricostruire con precisione la filiera e i diversi ruoli della rete criminale. C’erano intermediari stranieri che reclutavano i connazionali desiderosi di raggiungere l’Italia o di regolarizzare la propria posizione sul territorio nazionale. C’erano datori di lavoro compiacenti che intascavano il proprio compenso per attestare falsamente il possesso dei requisiti aziendali e la capacità reddituale per l’assunzione. Poi c’erano professionisti e consulenti i quali si occupavano di creare la falsa documentazione contabile e amministrativa necessaria a superare i controlli formali. E infine gli operatori per il “click day”, ossia soggetti privati ingaggiati per l’invio telematico immediato delle istanze durante i giorni di apertura dei bandi ministeriali. Nel corso delle perquisizioni, le forze dell’ordine hanno sottoposto a sequestro ingenti somme di denaro contante. Il volume d’affari complessivo generato dalle attività illecite dell’organizzazione è stato stimato dagli inquirenti in diversi milioni di euro.

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