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Continua la complessa vicenda processuale che vede coinvolto l’ex consigliere regionale Pino Tursi Prato, attualmente ai domiciliari, dopo una lunga carcerazione per una condanna definitiva a sei anni per scambio di voti. La data di scarcerazione definitiva, infatti, doveva essere il 16 aprile ma a ribaltarne i piani, è la mancata concessione da parte del Magistrato di Sorveglianza di Cosenza degli ultimi 45 giorni di liberazione anticipata, beneficio accordato ogni 6 mesi di detenzione per «buona condotta» del detenuto. Il Magistrato di Sorveglianza e il pubblico ministero assegnato hanno ritenuto quale motivo ostativo una denuncia da parte di un indagato nell’inchiesta Why not per «calunnia e diffamazione in concorso». I legali dell’ex consigliere regionale procederanno non solo all’impugnazione del provvedimento, ma avanzeranno un esposto alle autorità competenti per rendere noto un caso anomalo, nel quale viene utilizzata una mera denuncia, ancora in itinere e al momento neanche notificata a Tursi Prato.

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