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Dopo il “caso Province” di ieri si sono susseguite numerose reazioni, minacce di ricorsiper incostituzionalità. Una giornata di informazioni caotiche, tra cui quelle sui criteri che avrebbero portato alla soppressione delle Province più piccole.
Nella serata di ieri, dopo la minacciosa dichiarazione di Bossi a difesa delle province del Nord è arrivata la frettolosa precisazione di Tremonti. Nessun “taglio” dunque delle piccole province. Anzi, sembra che l’allarmante notizia non fosse mai uscita dal Cdm della manovra e neanche pronunciata durante la conferenza stampa di Berlusconi e del suo ministro. Invece, pare che il provvedimento figurasse nel testo del Tesoro. Ma, almeno fino a nuova dichiarazione, Tremonti dice che la paventata cancellazione è stata solo una falsa indiscrezione.
Questa mattina però vengono dettati anche i tempi. “Bisognerà attendere quattro mesi per la completa soppressione delle mini-province con meno di 220 mila abitanti e la delineazione delle aree delle nuove circoscrizioni”; è quanto emerge dal testo definitivo del decreto legge della manovra che, all’articolo 5 stabilisce che «sono soppresse le province la cui popolazione residente risulti, sulla base delle rilevazioni dell’Istat al 1 gennaio 2009, inferiore a 220 mila abitanti».
Le norme danno facoltà ai comuni, entro 60 giorni, di scegliere la nuova provincia tra quelle non soppresse della propria Regione e prevede 120 giorni prima che un decreto del presidente del Consiglio arrivi «alla nuova determinazione delle circoscrizioni provinciali». Ancora 2 mesi e saranno trasferiti i beni e le risorse delle province soppresse. Un giallo da chiarire dunque, quello dei tagli delle province e si attendono gli sviluppi della vicenda.

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