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di ANTONIO CORRADO
Oltre settecento persone, per la maggior parte cittadini della fascia jonica, hanno partecipato attivamente alla grande manifestazione, organizzata ieri sera dal comitato di protesta per l’ospedale di Tinchi. Davanti a una folla preoccupata e solidale, hanno aperto la serata i presidenti dei comitati civici che da dieci giorni presidiano il tetto del nosocomio pisticcese, per chiedere alle istituzioni un impegno concreto a fermare il piano di ridimensionamento massiccio di servizi. Domenico Giannace e Nicola Dolce del “Comitato civico per l’ospedale” si sono avvicendati con Pietro Tamburrano, presidente del Movimento “Cittadini Attivi di Bernalda e Metaponto”, primi promotori della protesta plateale sul tetto. In serata è arrivato anche il sindaco di Pisticci, Michele Leone, unendosi ai cittadini sul tetto, mentre diversi rappresentanti istituzionali erano mescolati alla folla. I manifestanti hanno ribadito la ferma volontà di combattere contro lo scellerato piano di riordino predisposto dall’Azienda sanitaria materana, perchè non tiene conto affatto dell’importante ruolo sociale svolto dal presidio di Tinchi. «Rimarremo qui a oltranza -è stato detto- perché vogliamo le loro dimissioni. Lo facciamo per il bene delle nostre comunità, di questa e delle future generazioni, che non potranno più godere di prestazioni sanitarie adeguate alle esigenze di questo territorio». Intanto, sul tetto, il gruppo dei manifestanti che senza sosta si alternano per mantenere viva la protesta. E proprio con questo scopo, ieri sera, il momento del dibattito pubblico è stato seguito da un concerto. L’obiettivo è quello di tenere alta l’attenzione dei cittadini sul problema. Particolarmente incisivo, a tale scopo, è stato l’intervento dell’attore lucano Ulderico Pesce, che fin dalle prime proteste per l’ospedale si è fatto portavoce dei manifestanti, appoggiando anche la petizione di 12mila firme, clamorosamente ignorata da Asm e Regione. «La sanità -ha detto Pesce tra gli applausi- è una delle roccaforti della clientela politica». L’attore ha poi ricordato di avere una sorella Ematologa, costretta a lavorare fuori regione, perchè in Basilicata le nomine nelle strutture sanitarie sono gestite solo dal sistema politico, dunque difficili da ottenere per un professionista non agganciato al sistema di potere. Dopo un lungo preambolo sulla democrazia bistrattata in Italia, dove la politica è sempre più lontana dal cittadino, Pesce è tornato sul tema di Tinchi, ricordando ai rappresentanti istituzionali e ai cittadini presenti, che il presidio pisticcese ha i numeri per poter continuare a lavorare, «se un ragazzo ha un ottimo rendimento con i suoi voti a scuola -ha spiegato l’attore lucano con una similitudine- mica i genitori lo ritirano dal corso di studi? Lo stesso ragionamento vale per l’ospedale di Tinchi». Dal tetto, Antonio Forcillo di Cittadini Attivi ci ha fatto sapere di aver finalmente “conquistato” l’uso del bagno al terzo piano per i manifestanti, dopo la polemica dei giorni scorsi. La serata è proseguita con alcune proiezioni dell’associazione culturale “Allelammie” di Pisticci e il concerto dei “Krikka Reggae & Brigante Sound”. «Qualcuno dalla Questura ci aveva ammonito a non fare musica per non disturbare i malati -ci ha detto Forcillo- ma forse loro non sanno che dal 1 luglio a Tinchi non ci sono più ricoveri; lavorano solo alcuni medici per i servizi ambulatoriali». Tant’è.

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