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Il Cosenza retrocede in seconda divisione, e il Viareggio mette il sigillo finale di una gara play out dove i toscani hanno meritato di salvarsi sul campo dinanzi al Cosenza martoriato dalle assenze e da una stagione tormentata. Le penalità che hanno annullato 44 punti e il settimo posto, hanno deciso il torneo. Annus horribilis del calcio cosentino. Un fallimento sportivo doloroso e indimenticabile. C’è un solo per rimediare, che i responsabili iscrivano la squadra al prossimo torneo. Il Cosenza parte forte e dopo soli tre minuti costruisce la palla gol più importante dell’intera gara. Azione insistita e palla che giunge ad Evola che lascia partire una botta da posizione centrale deviata da un difensore. La conclusione carambola e inventa una parabola sinistra sfiorando il palo e dando al pubblico solo l’illusione del gol.
La retrocessione del Cosenza diventa sempre più concreta, ma a sancirla ci pensa Pizza che mette la lama nei tormenti rossoblu nel recupero. Finisce con la squadra in lacrime sotto i cori di saluto dei propri supporter. Cosenza salvo sul campo con i suoi 44 punti, ma retrocesso ai play out dove ha pagato duramente la mancanza di atleti decisivi che si sono dati alla macchia.
Ieri dunque, nonostante la grande forza dei tifosi che hanno sostenuto la squadra con orgoglio fino alla fine e l’hanno salutata con cori e applausi a fine gara, la certezza della retrocessione, in Lega Pro 2.
Dagli spalti anche cori al vetriolo per la dirigenza e in particolare i Pagliuso e per Biancolino, l’attaccante che ha lasciato la squadra prima dei play out.
Il tecnico Gigi De Rosa a fine gara ha commentato il campionato: «Il Cosenza non è retrocesso. Tutti i problemi di questa stagione hanno fatto sì che i calciatori, rimanessero da soli fino alla fine del torneo. Quando sono arrivato c’era almeno un briciolo di società che, strada facendo, si è dileguata. Io e ragazzi, non abbiamo abbandonato la nave cercando di lottare fino alla fine. Anzi, sul campo ci siamo salvati. Bisognava salvarsi una seconda volta ai play out e chiedere un altro miracolo che, purtroppo, non è riuscito. E’ giusto sottolineare, però, che questa retrocessione non ci appartiene». De Rosa allude alle chiare responsabilità societarie e poi entra nei dettagli della sua analisi.
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