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E’ arrivato a Rosarno (Rc) questa mattina il ministro all’integrazione Andrea Riccardi, per visitare il campo di accoglienza per gli immigrati in contrada Testa dell’Acqua, in un’area dell’Asi di Reggio Calabria dove è stato attrezzato un campo con i container della Protezione civile che accoglie circa 150 immigrati regolari: «Sono qui per vedere e capire la situazione dopo l’invito ricevuto dal sindaco di Rosarno Elisabetta Tripodi. Ovviamente la mia visita – ha proseguito il ministro – servirà per capire quali interventi adottare nell’immediato per rispondere ai bisogni degli immigrati. Non credo che Rosarno sia una città razzista, sono convinto invece che questa comunità sa cosa vuol dire l’emigrazione e cosa significa bisogni e accoglienza. Penso che qui non ci sia un problema di razzismo e di intolleranza ma che ci sono situazioni di tensione che nascono dalla necessità». Riccardi, accompagnato dal prefetto Mario Morcone che è il suo capo di gabinetto, è stato accolto dai sindaci di Rosarno e San Ferdinando, dal vescovo della diocesi di Palmi mon. Luciano Bux e da altre autorità.
A conclusione della sua visita a Rosarno, il ministro Riccardi ha sottolineato che «Rosarno non deve restare sola e non sarà sola» ed ha poi raccolto gli appelli di varie associazioni di immigrati, di Mamma Africa, un’insegnante in pensione che da oltre vent’anni si spende per assicurare un pasto caldo a centinaia di immigrati africani, dell’associazione Omnia che si occupa di mediazione linguistica e assistenza sanitaria, delle associazioni cittadine che hanno voluto ribadire come Rosarno non sia una città razzista, ma anche della Coldiretti e della Cgil che hanno posto il problema del futuro dell’agricoltura ed in particolare del settore agrumicolo ricordando che i prodotti della Piana vengono venduti a 5 centesimi il chilogrammo.
«Sono venuto – ha detto il Ministro – per avere un contatto diretto con la città ma anche con le realtà nelle quali vivono gli immigrati. Ho visto e ho visitato situazioni tristi». Prima di recarsi al Comune, Riccardi ha visitato la tendopoli nell’ex fabbrica Pomona, l’ultimo dei grandi ghetti rosarnesi. «Quei ghetti – ha sostenuto – non sono degni di un Paese civile e si tratta di situazioni che noi dobbiamo rimuovere. Rosarno vive da troppo tempo difficoltà varie e tensioni. Rosarno in questi anni ha reagito in modo eccezionale alla difficoltà. So che è difficile vivere insieme in una situazione come questa. Il problema dell’immigrazione non può essere affrontato solo come emergenza ma anche come integrazione. Noi dobbiamo costruire la fase due, quella dell’integrazione. So che è difficile ma io sono qui anche con funzionari del Ministero degli Interni per cercare di darvi una risposta e per rendere omaggio a questa città che presenta questa tipologia di problemi che non sono piccoli».

RICCARDI IN PREFETTURA A REGGIO CALABRIA
Il ministro dell’Integrazione Andrea Riccardi, dopo la visita a Rosarno, è giunto a Reggio Calabria per partecipare in Prefettura ad una riunione, con il prefetto Luigi Varratta ed i rappresentanti di enti ed istituzioni interessati al fenomeno dei migranti nella zona di Rosarno, compreso il sindaco della città Elisabetta Tripodi.

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