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VIBO VALENTIA – Il pubblico ministero distrettuale Marisa Manzini ha chiesto al gup Maria Rosaria De Girolamo la condanna per 16 dei 22 imputati al processo “Black Money” che vede alla sbarra i presunti affiliati al clan Mancuso di Limbadi accusati a vario titolo di associazione a delinquere, riciclaggio, intestazione fittizia di beni, estorsione, usura, il tutto con l’aggravante delle modalità mafiose. Sono 86 e 8 mesi in totale, gli anni chiesti dal pm per i 16 imputati. Per gli altri sei, il magistrato della pubblica accusa farà la sua requisitoria all’udienza del 15 maggio prossimo, mentre già il 16 aprile inizieranno le arringhe del collegio dei difensori. 

In particolare, 8 anni e 6 mesi sono stati chiesti per Giovanni D’Aloi; 5 anni e 6 mesi per Antonio Pantano; 5 anni e 9 mesi per Francesco Tavella; 5 anni e 9 mesi per Fabio Costantino; 6 anni e 3 mesi per Giuseppe Costantino; 5 anni e 6 mesi per Orazio Cicerone; 5 anni e 3 mesi per Mario De Rito; 5 anni e 6 mesi per Giuseppe Raguseo, genero del boss Cosmo Michele Mancuso; 5 anni per Nunzio Manuel Callà, latitante; 5 anni per l’imprenditore Bruno Marano; 5 anni per l’imprenditore Antonio Mamone; 5 anni e 3 mesi per Antonino Scrugli; 5 anni per Gabriele Bombai; 5 anni e 3 mesi per Antonio Cuturello; 3 anni per Antonio Campisi. Associazione mafiosa, riciclaggio, intestazione fittizia di beni, estorsioni, minacce e detenzione di armi i reati, a vario titolo, contestati.
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