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I carabinieri della Compagnia di Tropea, unitamente al Noe di Reggio Calabria e ai Nas di Catanzaro, nel corso di alcuni servizi di controllo nelle aziende del clan Mancuso, hanno elevato una serie di contravvenzioni, riscontrando irregolarità di natura civile e penale per migliaia di euro e posto sotto sequestro alcuni fabbricati costruiti abusivamente.
In particolare, i militari dell’Arma, che hanno operato sulla scorta delle indagini della Stazione di Limbadi, in una azienda agricola appartenente a Giovanni Mancuso, 68 anni, elemento di spicco dell’omonino clan, hanno posto sotto sequestro una vasca in cemento armato ed un capannone adibito allo smaltimento di rifiuti pericolosi ed inquinanti.
Sempre per gli stessi reati, è stato denunciato Antonio Mancuso, 26 anni, per aver costruito in località «Gurnera» un capannone di circa 400 metri , adibito a ricovero di animali. Inoltre i militari dell’Arma, nel corso dei controlli, hanno elevato alcune contravvenzioni a carico del «Market Vivo» nel centro abitato di Limbadi ed intestato a Roberto Cuturello , 42 anni, genero di Romana Mancuso, sorella di Giovanni, ferita tempi addietro in un agguato assieme al figlio.

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